L’estate sta finendo. A ombrelloni chiusi, si spera in un ritorno alla serietà. Le giornate si accorciano, non c’è più tempo per cazzeggiare. Cadono le foglie, l’aria rinfresca, i lavoratori si tagliano le vene in diretta televisiva… Sarebbe il caso di darsi una regolata, compagni giornalisti.

Per esempio: fine del gioco-aperitivo dal titolo “ma tu, ti candidi alle primarie?” Oggi era il turno del giuslavorista Ichino. Domani a chi tocca? Non importa, tanto tutti rispondono uguale: “Se me lo chiedono…”, con sguardi di modesta superbia. Lo schema è: non lo fo per piacere mio, ma per far piacere a Dio, come recitavano le nostre bisnonne prima di sottoporsi ai doveri coniugali.

E a proposito di doveri coniugali: che palle il feuilleton dei coniugi Berlusconi! Si dice che abbiano “rapporti civili” (Veronica, la domatrice di cafoni). Si dice che lei sia disposta a fargli un piccolo sconto sui milioni di miliardi precedentemente richiesti (anche i ricchi piangono miserie). Si dice che abbiano cenato insieme. Si dice che lui le abbia fatto piedino sotto il tavolo, perché in campagna elettorale una moglie fa sempre comodo (guarda Romney, la sua, come l’ha mandata avanti!). Si dice che lei gli abbia chiesto un comunicato congiunto per chiarire che il tuca-tuca è finito lì e il divorzio va avanti.

Quello che non si dice è: “E chi se ne frega?”. Vogliamo provarci, adesso che l’estate è finita?

Il Fatto Quotidiano, 31 Agosto 2012

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