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“A Roma 550 milioni entro l’anno o il Comune è in rosso”. Alemanno lancia l’allarme

Il sindaco della Capitale: "Noi abbiamo flussi di cassa che garantiscono gli stipendi fino a settembre, dopo il rischio è per tutti". Sui debiti manca un piano di rientro
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Il sindaco di Roma Gianni Alemanno

La città di Roma rischia di non pagare stipendi e fornitori. Questo l’allarme lanciato dal sindaco Gianni Alemanno al termine di un incontro con i tecnici di governo e regione a palazzo Chigi, per esporre i problemi di liquidità del Campidoglio, legati ai crediti vantati nei confronti delle due istituzioni. Alemanno fa due conti: “Ci servono almeno 550 milioni entro quest’anno: è la cifra per garantire non solo gli stipendi ma anche il pagamento dei fornitori. Entro quest’anno è necessaria la copertura di quanto ci spetta dalla regione nel 2012, ovvero 230 milioni. E almeno altri 300 milioni per recuperare i debiti pregressi”.

Quello di oggi è stato un primo incontro, voluto dal sindaco per esporre le sue preoccupazioni mentre lunedì 16 aprile, in un nuovo vertice le questioni verranno trattate più nel dettaglio. Per Alemanno la situazione dei crediti è così ripartita: 1,2 miliardi dalla regione principalmente derivanti dal Tpl, e 1,3 miliardi dal commissario di governo per il rientro del debito ereditato dalle precedenti amministrazioni.

Il sindaco oltre a battere cassa, ammette qualche problema nella gestione del debito cittadino, dichiarando la mancanza di un piano complessivo: “Bisogna fare un piano di rientro del debito e dare la garanzia che non si creino ulteriori debiti nel corso del 2012”.

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