Un unico seggio, un euro obbligatorio di contributo alla coalizione, nove ore per votare. Le primarie del centrosinistra a Campegine, comune di poco più di 5mila abitanti, a ovest di Reggio Emilia, eleggono con un plebiscito, Paolo Cervi, nipote di Gelindo, uno dei sette fratelli Cervi fucilati dai nazifascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre 1943.

I giornali locali la stanno già paragonando alla rivincita di Genova e Palermo “con le dovute proporzioni”. Ma la candidatura del 27enne Cervi, laureando in ingegneria meccanica a Parma e attuale segretario del circolo PD di Campegine, è stata messa in campo in un contesto di primarie all’interno della lista Insieme per Campegine (Pd, socialisti e parte di Idv) e non della cosiddetta coalizione del centrosinistra allargato, che sta tanto facendo penare il segretario Pierluigi Bersani.

Intanto Cervi con il 73% dei voti (479 preferenza su 659 votanti, il 20% dei campeginesi) sbaraglia l’unico avversario in campo, il socialista Giuseppe Artioli, leader della lista civica Solidarietà e Progresso, plenipotenziario dei resti del Psi reggiano, assessore alla cultura a Campegine da dieci anni. Inoltre Cervi, come del resto Artioli, si erano affrancati come continuatori della linea della precedente amministrazione del sindaco River Tagliavini, che non si ricandiderà per scelta personale, alle elezioni amministrative che si terranno il 6 e 7 maggio a Campegine come in altri 17 comuni dell’Emilia Romagna.

La vittoria di Cervi non fa altro che consolidare una linea “giovane” all’interno del Partito Democratico emiliano romagnolo, tanto che in molti comuni di media grandezza i primi cittadini sono in massima parte degli under 40; ma riapre una questione politica cruciale che si riverbera dalla provincia di Reggio Emilia fino all’ex bottegone nazionale: quello delle alleanze.

Il nipote dei partigiani Cervi sembra orientarsi verso un consolidamento dell’asse Pd-Idv-Sel e il dialogo per Campegine pare già aperto e da parte del partito di Di Pietro il sì, come riportato sul portale del sito web, sembra scontato: “A Campegine c’è la forte volontà di continuare con Sel e Idv”, ha spiegato Cervi, “E il risultato delle primarie rafforza questa intesa. Sul territorio reggiano il Pd è infatti storicamente più vicino a questi due partiti: porteremo avanti questa alleanza”.

Ma già i malumori tra le fila della “linea giovane” reggiana si fanno sentire. Simone Montermini, altro under 40, sindaco di Castelnuovo di Sotto, comune limitrofo a quello di Campegine, puntualizza: “A livello locale è più facile fare alleanze sulle cose pratiche da fare e Cervi fa bene a seguire la strada di un’alleanza più tradizionale per il PD. La mia affermazione riportata da alcuni quotidiani locali di “un ritorno al passato del 2006” non si riferiva alle alleanze di Campegine da tenere con il Terzo Polo, ma a un discorso più ampio e logico di alleanze a livello nazionale: come potrà alle prossime elezioni il PD allearsi con l’Italia dei Valori che ha sì votato per la nascita del governo Monti, ma che su temi centrali in votazione al Parlamento, come la riforma del lavoro e delle pensioni, ha votato o si accinge a votare contro?”

Paolo Cervi, intanto, forte del consenso bulgaro ottenuto senza troppi concorrenti, pensa subito al lato pratico dell’amministrazione locale: “Allearsi con Sel e Idv significa avere ben chiara la storia che ci ha portato fino a oggi e tenere ben presente i principi capisaldi e le lotte, fatte non solo dai miei avi, che hanno permesso di vivere in libertà in Italia. Comunque, compatibilmente con il bilancio del Comune, tra i migliori della provincia, è l’ampliamento dell’asilo comunale, da spostare in una nuova zona in via Aldo Moro e suquesto ci confronteremo in consiglio”. Tanto Terzo Polo e Pdl a Campegine non si sono ancora premurati di presentare un candidato per contrastare la nuova linea giovane dell’Emilia rossa.

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