La carica di senatore non è incompatibile con quella di sindaco. Lo ha deciso la Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, smentendo una precedente decisione dalla Corte costituzionale. La votazione deriva dai casi di Antonio Azzollini e Vincenzo Nespoli, sindaci di Molfetta e Afragola, entrambi del Pdl. Per protesta, Pd e Idv hanno abbandonato i lavori. Viene così ‘salvato’ in particolare Nespoli, per il quale pende da circa un anno e mezzo un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per riciclaggio e bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’inchiesta sul fallimento di alcune società di vigilanza riconducibili al sindaco di Afragola. I cui fondi vennero ‘distratti’, si legge nel provvedimento di arresto firmato dal Gip di Napoli Alessandro Buccino Grimaldi su richiesta dei pm Vincenzo Piscitelli, Maria Di Mauro ed Henry John Woodocock, per sostenere le speculazioni edilizie di una società immobiliare intestata alla moglie di Nespoli. Il Senato non ha concesso l’autorizzazione a procedere all’arresto, e quindi Nespoli resta a piede libero: ma se fosse costretto a scegliere tra i due incarichi, quasi certamente opterebbe per quello parlamentare: altrimenti verrebbe arrestato.

La votazione ha “resuscitato” la vecchia maggioranza. Pdl e Lega hanno votato a favore della relazione di Alberto Balboni (Pdl), che conferma per i senatori in carica a oggi la compatibilità tra il mandato parlamentare e la carica di sindaco di centri con più di ventimila abitanti. Una decisione che vale solo per questa legislatura, spiega Lucio Malan del Pdl: “Per il futuro varrà l’incompatibilità perché nessuno l’ha messa in discussione. Per i dipietristi, Luigi Li Gotti sottolinea di aver abbandonato i lavori perchè “la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incompatibilità tra la funzione parlamentare e quella di sindaco di Comune con più di 20.000 abitanti. Pdl e Lega, con decisione ribelle, dichiarano, invece, la compatibilità dei sindaci di Molfetta e Afragola, entrambi senatori. Decisione assurda. Da qui la scelta di abbandonare i lavori”.

“La decisione del Senato sulla compatibilità della carica tra sindaco e senatore è scandalosa”, dichiara la capogruppo democratica nella giunta per le elezioni a Montecitorio Donata Lenzi, “e crea una situazione di profondo conflitto istituzionale con la Corte costituzionale e la Camera dei deputati, la cui Giunta ha deciso nel senso nettamente dell’incompatibilità”. Negli stessi minuti in cui la Lega sosteneva al Senato la tesi della compatibilità, ha sottolineato, “alla camera si votavano le dimissione di un deputato del Carroccio che sceglieva di restare sul territorio riconoscendo le ragioni opposte della sentenza della Corte”. Per il senatore Pd Felice Casson, la scelta è “vergognosa”, in particolare per “la Lega, che alla Camera sostiene una tesi e al Senato un’altra”.

(ha collaborato Vincenzo Iurillo)

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