Quello di La Russa non è stato un lapsus, un qui pro quo, una svista. Il ministro è evidentemente convinto che la situazione economica italiana sia paragonabile a quella tedesca. Tragico!

Quel che pensa La Russa è chiaro, all’interno di un discorso, di un’idea globale del mondo… Un discorso “analitico” (si fa per dire), non una battutina… Egli dice in diretta tv, dandosi l’aria di sapiente: “Pochi sanno che le borse europee sono in picchiata da 10 anni. La borsa tedesca ha perso il 30%, l’Italia il 60%, la Francia il 50%.”

E meno male che lo sanno in pochi, infatti quel che dice il ministro è totalmente, assolutamente falso, la Germania ha avuto un incremento del 30%, esattamente il contrario di quel che ha detto il ministro, Parigi invece ha perso, ma solo il 25%, e anche a Milano è andata meglio di quel che crede il ministro, ha perso “solo” il 50%.

Questi semplici dati dimostrano che il ministro non ha neppure un’idea generale ed elementare della situazione economica del paese. Anzi ha una visione rovesciata della realtà ed evidentemente non si rende conto del baratro di efficienza tra il sistema tedesco e quello italiano, quindi non si rende conto dell’impatto positivo che avrebbe sulla nostra economia un minimo di razionalità e onestà dei governanti. Una cosa patetica. Ma come si fa?

Comunque si trova in buona compagnia, visto che la Gelmini, al di là del lapsus, non si rende conto che un tunnel dal Gran Sasso a Ginevra sarebbe un’opera leggermente colossale (della serie “La grande muraglia cinese mi fa una pippa”). Ma come si può pretendere che un ministro sappia dov’è il Gran Sasso? O forse si è confusa con sua zia Ginevra che abita giusto sotto il Gran Sasso…

Ma non bisogna prendersela troppo con i politici. Anche gli imprenditori fanno un po’ pena, visto che un largo fronte di associazioni di capitalisti, artigiani, commercianti e cooperative si è riunito per redigere un manifesto con 5, irrinunciabili, urgentissime, richieste al governo. E si sono dimenticati di chiedere la semplificazione del sistema burocratico… Alla faccia del desiderio di tutti i loro iscritti e della maggioranza degli italiani che sanno benissimo che se fossimo la burocrazia psicotica è una spaventosa tassa nascosta e una palla al piede per le imprese.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Cara Marcegaglia, e la tecnologia?

next
Articolo Successivo

L’Italia mette in vendita i beni di famiglia
E Giulio Tremonti batte la pista cinese

next