Molti noi conoscono i MeetUp. Si tratta di gruppi locali che si incontrano per “fare” delle cose nel luogo ove vivono. In Italia questo sistema è stato reso famoso sopratutto dai gruppi di azione locale di Grillo che lo hanno adottato come prassi consolidata e, come si vede anche dai risultati elettorali, con un certo successo.

Quella che segue è la lettera che ha inviato Scott Heiferman, fondatore del progetto, a tutti coloro che nel mondo usano questo sistema al servizio della comunità locale: oggi sono più di 10 milioni di persone.

Questa lettera è importante per due motivi: il primo è che si tratta di una esperienza in cui Internet non è autoreferenziale e culla delle illusioni di un mondo senza attriti ad alta velocità. No. Il caso dei Meet Up è proprio il contrario: un modo per usare la tecnologia per incontrare le persone e non per isolarsi sempre di più. Come dice Scott Heiferman “Il MeetUp è un modo per usare Internet per scendere da Internet“. Un cosa utile anche per molti di noi che su Internet passiamo troppo tempo.

L’altro motivo è che questo progetto è nato proprio in seguito all’11 settembre. Forse è nato proprio grazie a quello. Ecco. Io penso che sarebbe il caso di riflettere almeno un po’ sul fatto che come società siamo capaci di scoprire i valori umani di cui siamo fatti quasi soltanto dopo una tragedia. Sia che essa avvenga sul piano collettivo che sul piano personale.

Non si tratta di buonismo o del volersi bene a tutti i costi. Anzi. Si tratta soltanto di fermarsi un attimo a pensare all’assurdità dei conflitti che spesso ci si appiccicano al cuore e lo intristiscono per mesi o anni. Fino a quando qualcosa di imprevisto o di irreparabile accade. Ma davvero dobbiamo aspettare l’irreparabile per provare a essere felici?

LA LETTERA DI SCOTT HEIFERMAN FONDATORE DEI MEETUP

Cari amici del MeetUp,
non scrivo a questa comunità spesso, ma questa settimana è speciale perché è il decimo anniversario dell’11 settembre e molte persone non sanno che il progetto del MeetUp è figlio dell’11 settembre.

Permettemi di raccontarvi la storia del MeetUp. Io vivevo a un paio di miglia dalle Due Torri e ero quel tipo di persona che pensa che la comunità locale non serva a granché dal momento che abbiamo Internet e la TV. Gli unici momenti in cui pensavo ai miei vicini era quando speravo di non essere disturbato da loro.

Quando le Due Torri sono venute giù, mi sono ritrovato a parlare con i miei vicini più di quello che io avessi mai fatto prima. Nei giorni successivi persone che normalmente si sarebbero ignorate si salutavano tra loro (sia tra vicini di casa che in giro per la città). Ci si prendeva cura l’uno dell’altro e ci si incontrava. Abbiamo scoperto cosa significa essere vicini.

Molti pensavano che forse l’11 settembre avrebbe potuto avvicinare le persone in modo duraturo. E’ in questo modo che l’idea del MeetUp è nata: possiamo usare Internet per scendere da Internet e per far crescere le comunità locali?

Noi non sapevamo che avrebbe funzionato. La maggior parte pensava fosse un’idea folle anche perché il terrorismo è progettato apposta per distruggere la fiducia negli altri.

Un piccolo gruppo di persone si è raccolto attorno a questo progetto e abbiamo lanciato il sito del MeetUp 9 mesi dopo l’11 settembre.

Oggi, dopo 10 anni e con 10 milioni di persone che usano il nostro sito per incontrarsi, il nostro progetto funziona. Ogni giorno, migliaia di incontri avvengono grazie al nostro progetto. Si incontrano mamme, piccole aziende, amanti dello sport… una varietà incredibile di oltre 100.000 gruppi che si organizzano per incontrarsi in questo modo.

Ogni MeetUp inizia semplicemente dicendo “ciao” ai proprio vicini. E quel che succede dopo è semplicemente affascinante. Le persone cominciano a far crescere insieme piccoli business e complessi musicali, si insegnano cose e si motivano a vicenda, si scambiano i servizi di cura ai bambini e aprono percorsi per lavorare insieme. Si divertono e trovano conforto insieme. Fanno amicizia danno vita a una comunità potente. Sono cose forti.

Si tratta di una bellissima rivoluzione che riguarda la comunità locale che avviene grazie a ognuno di coloro che partecipano.

I MeetUp non riguardano l’11 settembre, ma non sarebbero avvenuti se non ci fosse stato l’11 settembre.

L’11 settembre non ci ha reso così impauriti da non poter uscire o per parlare con gli stranieri. L’11 settembre non ci ha fatto a pezzi. No, noi – insieme – stiamo costruendo nuove comunità!

Le torri sono crollate, ma noi ci siamo risollevati. E abbiamo appena iniziato con questi MeetUp.

Scott Heiferman (e le 80 persone che lavorano con lui)
Co-Founder & CEO, Meetup
New York City
September 2011

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili