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Libia, negoziati falliti a Bani Walid
Ancora scontri tra ribelli e autorità cittadine

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Non sono andate a buon fine le trattative tra gli insorti e le autorità di Bani Walid: niente resa pacifica per la cittadina a 150 chilometri a sud est di Tripoli, roccaforte della tribù Warfalla, che è stata il cuore dell’esercito di Gheddafi e ha ricoperto posizioni politiche all’interno del regime.

Secondo quanto riferisce l’emittente al-Jazeera gli scontri stanno proseguendo, le milizie del Cnt hanno circondato la città e si starebbero preparando all’assalto finale.

Intanto è scaduto ieri l’ultimatum alla città lanciato dal capo dei negoziatori del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), Abdallah Kanshil. E, sempre ieri, si erano diffuse notizie contrastanti sull’andamento degli scontri: durante il tardo pomeriggio la radio degli insorti “Lybia Hurra” (che vuol dire Libia libera) aveva annunciato la presa della città, ma la notizia è stata poi smentita. In primo luogo da due giornalisti, un inviato della Reuters che si trova sulla linea del fronte, a circa 60 chilometri a nord della città e uno della France Press. Poi, in serata, anche il Consiglio nazionale transitorio aveva fatto sapere che le trattative con i capi della tribu Warfalla erano falliti aggiungendo che “non riprenderanno”.

Quanto alle sorti di Muammar Gheddafi, secondo quanto rivela una fonte militare dei ribelli libici al giornale arabo ‘al-Sharq al-Awsat’, il colonnello sarebbe nascosto in un’oasi nel deserto nel profondo sud del Paese, a pochi chilometri dal confine con il Niger. Diversi testimoni avrebbero visto Gheddafi spostarsi, scortato da un convoglio dele tribù Tuareg, dalla zona di Giofra, a sud di Sirte, dove si trova il comando delle truppe che gli sono ancora fedeli.

La Nato, in ogni caso, è cautamente ottimista sull’andamento del conflitto: “Le nostre operazioni sono vicine al successo, ma non ci siamo ancora”, ha detto il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. E oggi il Cnt ha fatto sapere che il suo ritorno a Tripoli avverrà solo dopo “la liberazione di tutto il territorio della Libia”. Lo ha dichiarato il vice-presidente del Cnt, Abdel Hafiz Ghoga, correggendo le affermazioni fatte solo due giorni fa dal presidente Mustapha Adbel Jalil, che aveva invece annunciato per questa settimana il rientro nella capitale.

Dopo l’annuncio della liberazione – ha precisato Ghoga – ci sarà forse qualche apparizione simbolica di alcuni membri del Cnt a Tripoli, o dello stesso presidente Jalil, ma ciò non vorrà dire che il Cnt si è trasferito nella capitale”.

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