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Tav, Maroni: “In Val di Susa 1500 ragazzi armati per uccidere i poliziotti”

Secondo il ministro si tratta di "una nuova forma di terrorismo"
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Domenica 3 luglio, in Val di Susa, si sono verificate proteste che sono da considerare “una forma di terrorismo”, e di “spontaneismo armato”, con “1500 ragazzi armati che volevano uccidere i poliziotti e questo è inaccettabile”. Lo ha detto, inaugurando la questura di Treviso, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“Si tratta proprio di spontaneismo armato perché lì in Val di Susa hanno usato armi che possono uccidere”, ha aggiunto Maroni. “Per cui lì domenica si sono visti 6.000 persone pacifiche ma 1.500 ragazzi armati che volevano uccidere i poliziotti, gli uomini delle forze dell’ordine. Per questo è uno spontaneismo armato che mi preoccupa molto, forse molto diverso da quello degli anni ’70, ma che vale la pena di analizzare attentamente perché si tratta di forma nuove e aggiornate di quanto successe negli anni ’70: insomma è una nuova forma di terrorismo”.

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