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Pontida, dopo il tricolore
si bruciano le bandiere del Pd

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“Con il Pdl non abbiamo rapporti da 8 mesi” e intanto si bruciano le bandiere del Popolo delle libertà e del Pd. Succede a Pontida in attesa del discorso del leader della Lega nord, Umberto Bossi.

Nella notte tra sabato e domenica, sotto la pioggia battente e salami da affettare, spunta fuori la pancia della base leghista emiliana e romagnola, accampata tutta attorno allo stesso focolare. Una base che non perdona niente all’alleato Pdl e lamenta un rapporto che, dalla malcelata sopportazione, è arrivato a deteriorarsi definitivamente in questi ultimi mesi. Perfino nelle “nazioni” Emilia e Romagna (due realtà distinte e separate secondo il pensiero leghista), il matrimonio con il Popolo delle libertà è finito da un pezzo, “da almeno otto mesi” chiariscono alcuni tra i segretari che compongono la compagine padana tra Piacenza e Rimini: con il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Berselli, “non si parla più” e le comunicazioni tra i due partiti che guidano non solo il Paese ma anche Comuni e Province centrali in Emilia-Romagna si sono interrotte bruscamente perché “loro (quelli del Pdl) vogliono tutto, le Provinciali, le Comunali” quando “anche noi il risultato lo portiamo a casa e le percentuali sono alte”.




Il prurito verso l’alleato azzurro si palesa tutto nella nottata tra sabato e domenica tra chi, soprattutto i giovani padani e le sezioni emiliane e romagnole, è venuto a campeggiare sul ‘pratone sacro’ del giuramento padano in attesa della giornata del leader.

Al “chi non salta comunista è” si aggiunge quindi il “chi non salta pidiellino è”: la voglia della base emiliana di “affondare il colpo” a livello nazionale, al Pdl dopo mesi di frizioni più o meno evidenti a livello locale (andate in scena durante l’ultima tornata elettorale per le comunali quando i nervi sono saltati con un susseguirsi di sgambetti per agevolare il proprio cavallo considerato vincente) ha quindi avuto come punto focale l’organizzazione di un falò – in parte fallito vista l’umidità delle serate di Pontida- con le bandiere di diversi partiti. Alcuni tra i ragazzi delle sezioni giovanili di Emilia e Romagna, in nottata, hanno quindi legato insieme i vessilli di Pd e Pdl (il tricolore era già usato come zerbino bruciacchiato e malconcio sull’uscio di alcune tra le tende delle sezioni bergamasche dell’Alberto da Giussano) per bruciare “traditori e nemici” scandendo a chiare lettere il leit motif della ventesima adunata della Lega, “secessione” appunto.

Armati di accendini, i giovani leghisti, a petto nudo, hanno quindi tentato di dare alle fiamme i drappi di alleati e non, ma le bandiere di Democratici e pidiellini hanno preso fuoco solo per metà. La forte pioggia della serata ha, infatti, impregnato d’acqua quasi tutto. Insoddisfatti del risultato, i padani hanno gettato a terra le bandiere, sputandoci sopra e incitando alla “Padania libera”.
Il messaggio che arriva dalla dirigenza e dalla base è chiaro: i rapporti con il Pdl cambiano drasticamente da questo weekend. E Berselli è avvisato.

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