Sono un po’ preoccupato. Ogni volta che vedo Daniela Santanchè, la trovo meno splendente. Le guance scavate, la mascella bulimica. Sembra Darth Vader, solo che Darth Vader era più sexy (soprattutto quando respirava: Fffushhhhhhh).

Giustizialisti come siete, avrete tutti visto ieri sera lo show della Pasionaria Sallustiana da quel comunista terrorista eversivo di Michele Santoro. Chi non l’avesse vista, la trova qui:

La fredda cronaca (cit). Mascella Bulimica, come sempre, va da Santoro a dir due bischerate. Alza la voce, offende a casaccio qualcuno e poi si lamenta della poca democrazia del conduttore. Un po’ come se io venissi in casa vostra, vi spaccassi i mobili e poi mi lamentassi se dopo averlo fatto non siete lì ad offrirmi – entusiasti – un caffè.

Nel perenne esercizio della Politica Carnivora, branca dello scibile umano in cui Mascella Bulimica signoreggia e soverchia, l’assunto della serata è: Pisapia era terrorista. Un’asserzione che ne basterebbe la metà per essere interdetta da qualsiasi pubblico ufficio, perfetta quindi per fare carriera in Italia.

Il tentativo dei falchi destrorsi di correre in soccorso a Letizia Moratti, dopo lo scivolone a SkyTg24, ha qualcosa di commovente. Prima hanno detto alla Moratti di essere aggressiva (come dire a D’Alema di essere di sinistra). Poi si sono resi conto che la trovata processuale sul passato pisapiesco era stata un boomerang (se comunque valgono i Settanta, anche il passato di Niccolò Ghedini dà spunti simpatici). Quindi, tra un Lupi (Lupiiiiiiiiiiiiii) che prendeva le distanze e un Bossi che esortava a non esagerare (giuro che è successo), sono spuntati gli Stracquadanio d’assalto. Il Giornale ieri (“Finalmente la Moratti ha tirato fuori le unghie” – e forse pure gli zebedei), Libero stamani (“Fuori le Br dalle liste elettorali”).

Vamos.

Ieri sera, sobillata dal mononeurone ringhioso e forte di un’elaborazione politica che ricorda De Gasperi e i Gormiti, Mascella Bulimica ha tirato fuori una pagina di Repubblica e stigmatizzato un titolo che parlava di “liberazione di Milano”. Poi, credendo di calare il poker d’assi, ha sostenuto che i 20mila adepti di Pisapia accorsi a plaudire il loro Renato Curcio (il carbonaro, cit) avevano per unica bandiera quella di Hamas. Cioè del terrorismo palestinese.

Silenzio tra i presenti. Mascella Bulimica si è autoconvinta di aver espugnato Telekabul (in realtà in quel momento Santoro dormiva e il fantasma di Travaglio attaccava i post-it con scritto “Bischero” sulla schiena del Pierferdi Casini. Marco lo fa spesso, l’altro giorno ha dato un ceffone da dietro a Luca Telese che, nel dubbio, se l’è presa con la Borromeo).

Dopo un po’, alla Pasionaria Sallustiana hanno detto che quella bandiera non era di Hamas, ma di un’associazione non governativa e pacifista che si chiama Freedom Flotilla.

Quindi: Daniela Santanchè, in diretta nazionale, su un programma seguitissimo, aveva appena raccattato una figura che faceva il paio con il monumentale “Chi è Lukashenko?” di Ignazio La Rissa. Roba da sotterrarsi e, come minimo, chiedere scusa.

Ovviamente, Mascella Bulimica non ha chiesto scusa. Lei è donna tutta d’un pezzo, mica come Rosy Bindi. Si trasforma in un razzo missile e ci fa un culo così. Il suo mento nasconde collezioni di alabarde spaziali: per questo sporge.

La reazione alla monumentale figura barbina va ripercorsa, poiché emblematica di un côté politico sontuoso (non avete idea da quanto volessi usare la parola côté. E senza sbagliare gli accenti, per giunta).
Se ne compia una seria esegesi.

Fase 1: Dissimulazione. Colta in fallo dal Maestro (bolscevico), Mascella Bulimica indossa la faccia di Darth Vader senza boccaglio e, sgranando l’occhio fascistissimo, fa sì col gran testone come a dire: E certo che lo sapevo che quella bandiera lì era di Fridom Flottiglia, o come cazzo si chiama.

Fase 2: Creazione di una realtà altra. Mascella Bulimica comincia a balbettare cose tipo, Ma sì, proprio questo ho detto, che Pisapia è vicino ai terroristi palestinesi. Come se voler aiutare i palestinesi equivalesse a fiancheggiare Hamas.

Fase 3: Contrattacco. Mascella Bulimica, forte di una totale non-aderenza ai fatti narrati, eleva (da sola) le sue affermazioni a Verità Suprema. Sarebbe come se io, dopo aver scambiato Rosario Dawson per la Serracchiani, una volta scoperto l’errore continuassi a dire: Appunto, lei è la Serracchiani e voi – che mi date contro – siete dei criminali. Per molto meno, voi mi lapidereste. Giustamente. Invece a Milano la/li voteranno. E’ la democrazia, baby.

Fase 4. Delirio livido. Per spostare l’attenzione, la Preferita da Priapino parte con un pippone martirizzante, parla mezzora promettendo ogni trenta secondi che “ho quasi finito”, accusa Vauro – autore del logo di Freedom Flotilla – di aver le mani sporche di sangue e, già che c’è, Gad Lerner di essere un riccone col cuore a sinistra e il portafogli a destra (o al Trivulzio).

Fase 5. Estasi. Mascella Bulimica, terminata l’arringa a cazzo di cane (cit), assapora il Momento Solenne in cui il Gran Capo le telefonerà, terminata la puntata, dicendole quanto è stata brava. E promettendole di brindare di lì a poco, magari con una Cicuta d’annata.

Sintesi finale. Se pensate che questi momenti facciano perdere voti a Berlusconi, leggete troppo Eugenio Scalfari.

Buona catastrofe.

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