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Concertone del Primo maggio a Roma. Marcoré: “La satira insieme ai lavoratori”

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Conto alla rovescia per il mega concertone del primo maggio a Roma. Tra poche ore si alzerà il sipario sull’edizione del 2011 che sarà ricordata come la più patriottica dalla nascita dell’evento. Il palco del primo maggio, infatti, sarà tutto dedicato all’unità d’Italia a partire dal cast tutto italiano, capitanato dall’attore Neri Marcorè e dal titolo dell’evento: la storia siamo noi, la storia la patria e il lavoro.

Un omaggio per il centocinquantesimo anniversario del nostro Paese che, per l’occasione, vede salire sul palco interpreti importanti. Sarà, infatti, un’edizione trasversale che al pop e al rock, per la prima volta nella storia della kermesse sonora, lascerà spazio alla musica classica con Ennio Morricone, al suo debutto sul palco di piazza San Giovanni.

Il maestro Morricone, premio oscar per le sue celebri colonne sonore, dirigerà il brano “Elegia per l’Italia”, scritto appositamente per il Concertone ed eseguita, per l’occasione con l’orchestra Roma sinfonietta diretta dal giovanissimo Francesco Lanzillotta. Sull’onda delle celebrazioni anche le esibizioni di Gino Paoli con il Và Pensiero e il coro del Nabucco con l’inno di Mameli.

La maratona musicale accontenterà davvero tutti con un cast da grandi occasioni. Ad animare lo spettacolo, infatti, tanti artisti di ogni genere e generazione: dalla musica elettronica dei Subsonica, ai successi di Daniele Silvestri, alla coppia Dalla De Gregori, i Modena City Ramblers, la Bandabardò, Edoardo Bennato, Paola Turci, Caparezza. Una scaletta che, promettono gli organizzatori, non mancherà di sorprendere. Il tutto condito dall’ironia di Marcorè che oltre a duettare con Barbarossa sarà il mattatore dell’evento.

E proprio su di lui saranno puntati i riflettori che in tempi di elezioni e par condicio annuncia una satira molto bipartisan con qualche risentimento: “La satira dovrebbe essere libera” aveva  dichiarato l’attore durante la conferenza stampa di presentazione del concerto ricordando quanto sia importante una manifestazione come questa: “Il tema scelto legato all’identità dell’Italia parla anche alle nuove generazioni che nel nostro Paese hanno davanti un futuro senza certezze a causa del precariato”.

Eppure Marcoré annuncia una versione censurata della canzone immunità che non nasconde essere un inno contro l’attuale esecutivo. Un colpo al cerchio e uno alla botte visto che farà da contrappeso, come promesso dall’artista, anche un’imitazione ad un illustre esponente dell’opposizione.

A fare da cornice alla musica un’ora di prosa affidata a diversi artisti tra cui Anna Bonaiuto, Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Marco Presta, Carlotta Natoli e gli interventi in difesa dell’articolo uno della Costituzione di Gherardo Colombo, Andrea Camilleri che ha inviato un contributo video e le vignette di Altan.

Una festa che rischiava di saltare vista la richiesta di spostare altrove il concertone per la concomitanza delle celebrazioni per la santificazione di Papa Giovanni Paolo II.

Eppure gli organizzatori hanno avuto la meglio mantenendo la storica location di Piazza San Giovanni accogliendo anche l’invito del Capo dello stato Giorgio Napolitano a dedicare un momento del concertone alla varie iniziative che si terranno in tutto il Paese in onore della festa dei lavoratori. “La nostra spiegano i sindacati promotori dell’evento, rispondendo all’appello del presidente della Repubblica, è una festa di piazza che celebra il lavoro con tutti i suoi diritti”.

L’inizio del mega show è previsto per le 16 con Eugenio Finardi che darà il via allo spettacolo con la sua “Musica Ribelle” e una versione rock dell’inno nazionale. La prima parte del concerto si chiuderà alle 19 con una pausa di un’ora fino alla chiusura prevista per mezzanotte.

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