Solo pochi giorni fa il Sun quotidiano britannico aveva dato la notizia che i Rolling Stones fautori del rock’n’roll da strada, ruvido e sofisticato al tempo stesso, starebbero pensando di ritirarsi dalle scene nel 2012 cosicché le pietre avrebbero smesso di rotolare.
“Lo faranno in grande stile, con un mega tour internazionale, l’ultimo, che dovrà esser indimenticabile per rendere degno l’addio alle scene, alle platee e ai palcoscenici, chiudendo il sensazionale ciclo di uno dei gruppi che hanno fatto la storia della musica”, ha assicurato il tabloid, aggiungendo: “Vogliono superarsi, uscire di scena in grande stile, ci assicura una fonte vicina alla rock band”.
Certo è che dopo duecento milioni di dischi venduti nel mondo, i “brutti, sporchi e cattivi” avrebbero tutti i diritti di godersi in santa pace la vita ritirandosi dalle scene.

Oggi però arriva la smentita da parte di Ronnie Wood, chitarrista e bassista della band, insistendo che i veterani hanno intenzione di “fare rock fino a morire”.

Dopo cinquant’anni, durante i quali la band che ha venduto l’anima a sua maestà satanica per acquistare l’eterna giovinezza, ha vissuto un periodo colorato da trionfi ma anche da tragedie e resurrezioni. Nessuno meglio di loro ha incarnato il modus vivendi, la frenesia e gli eccessi del rock.
La band non più giovanissima – infatti, Charlie Watts, il batterista, il più anziano della rock band, festeggerà il suo 70esimo compleanno, Ronnie Wood, il chitarrista, il 63esimo, Mick Jagger e Keith Richards il 66esimo –, comunque starebbe trattando con la Live Nation l’organizzazione di un lunghissimo tour su scala mondiale che li porterà negli stadi dei cinque continenti per quasi due anni. Keep on rockin’ Stones!

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