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Mega-Nevrastenia

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“Se non la smetti ti rompo il giornale” ha minacciato 5 giorni fa, con un alto tasso di aggressione, il Primo Ministro di questo Paese al direttore e all’editore del quotidiano La Repubblica. “Se non la smetti ti compro e ti metto in ginocchio” ha intimato 3 giorni fa lo stesso Primo Ministro con lo stesso tasso di aggressione al direttore e all’editore del quotidiano spagnolo El Pais. “Se non la smetti ti sveno in tribunale, buttandoti addosso i 50 più velenosi avvocati d’Europa”, ha gridato con un tasso di aggressione forse più alto il Primo Ministro di questo Paese al quotidiano francese Liberation lo stesso giorno. “Se non la smetti ti spacco la reputazione” ha sibilato 2 giorni fa lo stesso Primo Ministro tramite un giornale amico al direttore del quotidiano cattolico italiano.

Veramente ha detto una frase peggiore, ma ogni nota diretta a sua eccellenza ha un limite. A certe manca la firma, probabilmente per l’umile e cristianissimo desiderio dell’autore di restare anonimo. In questa nostra nota manca il vero linguaggio usato dal giornale amico del primo ministro contro il direttore del quotidiano cattolico, ma solo per imbarazzo o per rispetto verso i lettori. “Se non la smetti ti spacco l’Europa”, ha fatto sapere con furore il Primo Ministro italiano al Presidente della Commissione Europea – Barroso – appena ieri.

Si susseguono, dunque, 5 volte in 5 giorni le minacce aggressive di Berlusconi: contro la stampa italiana, contro la stampa estera – Spagna e Francia – contro il Vaticano e i vescovi (proprietari dell’altro giornale italiano da spaccare), contro l’Unione Europea. Non esiste, come per l’alcool, una prova del palloncino per il tasso di aggressione. Se esistesse, il Primo Ministro italiano verrebbe immediatamente fermato come “uno che non sta bene e ha bisogno di cure” (cito l’esperta Veronica Lario). Chi lo avrà in cura non dovrà dimenticare che tutta la stampa da spaccare in Italia e nel mondo voleva solo sapere che cosa faceva Berlusconi a Casoria alla festa di una non ancora diciottenne, perché lei chiama “papi” il Primo Ministro. E chi è, e perché è così misteriosamente autorevole il vero padre della minore – certo Elio Letizia – in grado di dare ordini a Berlusconi. Quanto a Barroso, voleva solo sapere – come tutta l’Europa – che fine hanno fatto 75 somali ed eritrei “respinti” in mare.

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