di Carblogger

Angela Merkel è stata riconfermata alla cancelleria tedesca. A tirare un sospiro di sollievo saranno, fra gli altri, i top manager dell’industria dell’auto, impegnati a cambiare marcia a un settore storicamente conservativo, e che sta invecchiando male. Tra scandali casalinghi tipo il Dieselgate e fughe in avanti alla ricerca di un nuovo modello di business, pressata da rivali mai visti sulla scena delle quattro ruote come i colossi del tech, e non solo della Silicon Valley.

Merkel accompagnerà fino al 2021 il processo di trasformazione dell’industria dell’auto tedesca, fatto di auto elettriche, ibride e a idrogeno, e di sistemi di assistenza alla guida che un giorno possano sostituire completamente l’essere umano. Quattro anni sono lunghi, ma anche un nulla nell’era digitale. E la responsabilità di chi si occupa di comunicazione – oggi e domani – sarà sempre più delicata, di fronte al moltiplicarsi di scenari e previsioni che a volte appaiono troppo di compromesso, spesso inverosimili.

L’unica grande certezza è che Angela Merkel ha oggi 63 anni, Dieter Zetsche numero uno del gruppo Daimler 64 anni, Matthias Müller a capo del gruppo Volkswagen 64 anni, Harald Krüger che guida il gruppo Bmw 51 anni. Krüger il “giovane” è l’eccezione che conferma la regola: nel 2021 avrà 55 anni e questo è un bene.

Ma gli enormi impegni per il cambiamento dell’industria dell’auto presi solennemente da Merkel e dai tre top manager – con investimenti miliardari affinché l’elettrificazione diventi finalmente un bene comune più diffuso – hanno bisogno di un’altra generazione.

Una nuova generazione al potere che non abbia vissuto tutta la propria vita professionale facendo soldi con motori a combustione interna o chiudendo politicamente gli occhi quando non si sarebbe dovuto. Una generazione più consapevole dei rischi letali che arrivano ogni giorno dal mondo dei trasporti per l’ambiente e la salute.

Una generazione che faccia prima, e prima che sia troppo tardi.

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