Prima l’attacco sulla tipologia di allerta, perché “l’arancione non è il rosso”, poi un nuovo fronte, quello della pulizia di canali e fossi. È scontro aperto tra il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, il governatore Enrico Rossi e la Protezione civile della Toscana. Dopo il nubifragio che ha causato almeno sei morti, il primo cittadino torna a contestare perché, al netto dell'”evento metereologico eccezionale”, a suo avviso le responsabilità sarebbero di “chi avrebbe dovuto o doveva pulire i canali e i fossi” e quindi, spiega ad Euronews, “c’è una situazione oggettivamente problematica che ha creato poi l’impossibilità per questo evento assolutamente eccezionale di far defluire le acque”.

Nogarin ha poi ribadito che le ondate eccezionali di maltempo non possono più essere gestite con politiche emergenziali: “Mi sembra di osservare che in Italia da un po’ di tempo a questa parte queste situazioni sono diventate l’ordinario, ci troviamo di fronte a fenomeni di questo tipo che colpiscono la Liguria, colpiscono le Cinque Terre piuttosto che il viareggino o Orbetello, ogni poco siamo di fronte a situazioni che non sono più da chiamare d’emergenza. Probabilmente dovremmo avere la forza di metterle all’interno di una programmazione che è quella dell’ordinario”.

“Io già lo so, ora mi metteranno in croce, poi chissà interverrà anche la Procura… Facile prendersela sempre con i sindaci, no? Lo dico al governatore Rossi e a tanti altri. Eppoi io sono brutto e cattivo, sono dei Cinque Stelle. Ma per fortuna sono anche un buon rugbista, perciò certi attacchi non mi spaventano”, ha detto il sindaco al Corriere della Sera. Domenica era stata forte la polemica anche sulla tipologia di allerta lanciata dalla Protezione Civile. Lo scambio di battute tra il sindaco e il presidente della Regione Toscana ruotava attorno all’allarme “arancione e rosso”.

Nogarin è accusato di averla sottovaluta: “Non è vero. La scorsa settimana, per esempio, qui scattò un altro allerta arancione e noi subito ci attrezzammo con le idrovore e tutto il resto – ha spiegato – Poi, però, non cadde una goccia d’acqua. L’allerta arancione per noi è la normalità, tante volte ci siamo trovati a riceverlo. Diverso sarebbe stato se fosse stato allerta rosso“. Una risposta è arrivata, sempre sul Corriere, dal responsabile della Protezione civile per la Regione Toscana, Riccardo Gaddi: “Quando la Protezione civile regionale dirama un allarme di questo tipo, sta poi ai soggetti del territorio declinare il rischio in base alla conoscenza della storia e delle fragilità dei luoghi – dice – Il codice arancione è lo stesso un indicatore forte di rischio. Il colore rosso sta solo a segnalare una maggiore estensione del territorio coinvolto”.