Simone Veil è morta all’età di 89 anni. È stata la prima presidente del Parlamento europeo e ha ricoperto diverse volte l’incarico di ministra del governo di Parigi. In patria, ma non solo, è stata un simbolo. Si fece promotrice nel 1975 della legge che legalizzò l’aborto in Francia. Europeista convinta, attivista ed esponente di rilievo del movimento femminista francese, è stata una figura centrale della politica transalpina per oltre quarant’anni. Di religione ebraica, era stata deportata insieme alla famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz: lei e le sorelle sopravvissero alle torture naziste e furono liberate nel 1945. Avrebbe compiuto 90 anni il 13 luglio.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, le ha reso omaggio con un tweet definendo la donna come l’espressione della “Francia migliore” e “possa il suo esempio ispirare i nostri connazionali”. “L’Europa perde una grande donna e una protagonista” della storia dell’Unione. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha ricordato la figura di Simone Veil appena appresa la notizia della sua morte. Veil “ha dato un forte contributo all’unità e al rafforzamento dell’istituzioni democratiche. Il suo insegnamento deve ispirarci e spingerci a fare di più affinché in Europa e nel mondo non ci siano più discriminazioni nei confronti delle donne”. Nata a Nizza nel 1927 con il cognome di Jacob, durante la Seconda guerra mondiale, a 16 anni, era stata deportata ad Auschwitz-Birkenau: sopravvissuta insieme alle due sorelle ai campi da cui non faranno invece ritorno la madre, il padre e il fratello.

Nel 1946 aveva sposato Antoine Veil da cui ha avuto tre figli. Dopo aver smesso di esercitare la professione di avvocato nel 1956 inizia la carriera al ministero della Giustizia e quindi al Consiglio superiore della magistratura. Viene nominata una prima volta ministra della Salute nel 1974, presidente Valery Giscard d’Estaing. E’ poi stata presidente del Parlamento europeo dal 1979 al 1982, ancora ministra della Salute, degli Affari sociali nel governo di Edouard Balladur (1993-95) e poi nel Consiglio costituzionale, dal 1998 al 2007. Veil è stata a lungo leader dell’Unione per la Democrazia Francese, partito liberale centrista che è poi confluito nel 2007 nel Movimento Democratico creato da François Bayrou.

La “cerimonia di esequie ufficiali” per Simone Veil, ha reso noto l’Eliseo, si terrà mercoledì 5 luglio agli Invalides alla presenza del capo dello stato francese Macron che pronuncerà un discorso.