“A mio avviso il conflitto d’interessi c’era, e il conflitto di interessi c’è”. Non si ferma la polemica del rapper Fedez contro Dario Franceschini, accusato di difendere il monopolio della Siae, società che gestisce i diritti d’autore degli artisti, per via dei legami personali, che il cantante individua nel lavoro della moglie Michela Di Biase. Il cantante ha postato sul suo profilo Facebook un video in cui aggiusta la mira delle sue precedenti dichiarazioni visto lo “tsunami mediatico” che lo ha travolto in questi giorni.

La polemica era partita da alcune dichiarazioni fatte dal rapper in conferenza stampa: “Andate a vedere che lavoro fa la moglie di Franceschini…” ed era culminata con una querela ai suoi danni. “Io faccio il cantante, quindi forse avrò usato un linguaggio poco tecnico, ma non è detto che questa mia rettifica faccia meno male delle mie precedenti dichiarazioni” premette, prima di tornare ad attaccare la Siae “associazione senza scopo di lucro che detiene un patrimonio immobiliare da 264 milioni di euro, niente male”.

A questo punto specifica meglio la natura del presunto conflitto di interessi del ministro: “Michela Di Biase, ovvero la moglie del ministro Franceschini e capogruppo Pd al Comune di Roma, è stata assunta nel 2016 dalla Fondazione Sorgente Group“. Fedez spiega che “Sorgente Group è uno dei principali gruppi immobiliari italiani, che gestisce, fra gli altri, l’intero patrimonio immobiliare di Siae”.

Per il cantante la cosa sospetta è il repentino cambio di politica del ministro: “Si era dichiarato a favore dell’abbattimento del monopolio della Siae, e quindi mi sono chiesto perché abbia cambiato idea, perché in barba alle raccomandazioni dell’Europa ha fatto di tutto per permettere alla Siae di mantenere il monopolio in Italia?” Ma soprattutto: “Perché di 28 paesi europei il monopolio è rimasto soltanto in Italia?”. Se il mercato non apre alla concorrenza, sottolinea, il danno peggiore è per i fruitori finali, cioè i piccoli artisti, penalizzati dal regime di monopolio.

Poi Fedez si rivolge direttamente al ministro: “Avrai anche una visione monopolistica ma non avrai il monopolio delle mie opinioni e tutto il clamore che hai sollevato contro di me ti si potrebbe ritorcere contro”. Secondo il giovane rapper la mossa della Siae sarebbe una vendetta per la sua decisione di passare a Soundreef: “Querelare un artista che ti ha abbandonato suona come una sgradevole ritorsione, non ci fate una bella figura”.

Il video, che in tre ore ha totalizzato 607mila visualizzazioni, si chiude con una sfida: “Le querele non mi interessano, anzi, spero che possano accendere un riflettore su questo argomento”. Fedez conclude salutando i suoi fan con una battuta ad effetto: “Ricordatevi che la calunnia è un venticello, ma la verità è uno tsunami“.