Attualità

Codacons, dal concerto dei Rolling Stones a Belen Rodriguez in tribunale: dalla difesa dei diritti dei consumatori alla ricerca di visibilità?

Gli stakanovisti del Codacons non conoscono domeniche o giorni di festa e tra il caro-biglietti dei concerti e la cancellazione della fiction con Emilio Solfrizzi, sono sempre pronti a piombare come un rapace sulla notizia succosa del giorno, quella più “sciè sciuè” e appetibile alle masse

La polemica di Domenico Naso

Da Belen Rodriguez all’incendio di Pomezia, dai vaccini a Uber, passando per il caro-biglietti del prossimo concerto dei Rolling Stones (che poi, diciamolo, se esistono persone disposte a sborsare 300 euro per assistere allo spettacolo di Mick Jagger e soci, saranno anche affari loro), la cancellazione di una fiction televisiva, i manichini giallorossi appesi a Roma e Whatsapp. No, non sono le opinioni non richieste di uno dei tanti utenti social attivi in Rete ma alcuni dei temi affrontati nei primi quindici giorni di maggio dal Codacons, l’associazione dei consumatori fondata e presieduta da Carlo Rienzi, prezzemolino televisivo e appassionato tribuno del popolo.

Nel corso della sua storia ultratrentennale (l’attuale denominazione ha fatto il suo esordio nel 1986), il Codacons ha condotto e vinto alcune battaglie importanti nell’interesse dei consumatori, sin dai tempi dello scandalo malasanità legato al nome di Duilio Poggiolini, ma ultimamente sembra che le attività “dell’associazione di associazioni” siano caratterizzata da una strategia ‘a strascico’, con le reti gettate nel mare magnum delle discussioni da bar quotidiane, sperando che nella rete resti impigliato qualche pesce grosso. A scorrere l’elenco di prese di posizioni quotidiane, diligentemente inviate ad agenzie di stampa e mezzi di informazione, viene il dubbio che il Codacons sia alla continua ricerca di visibilità mediatica, di ribalta televisiva, provando a inserirsi nel clima di indignazione generale che tanta presa sta avendo sull’opinione pubblica di questi tempi arrabbiati.

Gli stakanovisti del Codacons non conoscono domeniche o giorni di festa, e il primo maggio, mentre molti italiani si astenevano dalle attività lavorative, nelle redazioni arrivava il comunicato che dava conto “del degrado che Roma ha offerto ai tanti visitatori giunti nella Capitale” per il Concertone di piazza San Giovanni. Il problema principale erano le erbacce “talmente alte da arrivare al polpaccio”. Il giorno dopo, smessi gli abiti della festa, è arrivato un pokerissimo di cinque comunicati diversi: due sulla crisi Alitalia, uno sui furbetti del cartellino all’Atac, uno sul tasso di disoccupazione in aumento a marzo e uno, infine, sul ddl sull’obbligatorietà dei vaccini per i bambini che frequentano scuole e asili. Giornata particolarmente feconda, dunque, per un totale di quarantacinque comunicati stampa nei primi quindici giorni del mese di maggio (una media di tre al giorno, domeniche e festivi inclusi).

Ma il picco dell’evidente pretestuosità di alcune prese di posizione del Codacons è arrivato il 9 maggio scorso, con un comunicato colmo di una indignazione che meritava migliore causa: “UTENTI INFURIATI PER CANCELLAZIONE PUNTATA FICTION “AMORE PENSACI TU””. Il Codacons, dunque, ha ritenuto opportuno scendere in campo per l’improvvisa cancellazione della puntata dell’8 maggio della sfortunata fiction di Canale5 con Emilio Solfrizzi (già relegata in seconda serata dopo il flop clamoroso in prima). “Chiediamo a Mediaset – vergava indignato l’avvocato Rienzi – di fornire al più presto spiegazioni sulla sorte di ‘Amore pensaci tu’. Non è possibile far appassionare il pubblico ad una fiction a puntate per poi spostarla più volte di palinsesto o addirittura cancellare senza preavviso la messa in onda degli episodi”. No, “non è possibile far appassionare il pubblico ad una fiction a puntate per poi spostarla più volte di palinsesto”. Il multitasking Codacons ha deciso, stavolta, di indossare i panni della casalinga di Voghera, già costretta a restare sveglia fino a tardi per seguire le vicende di una fiction che, a dar retta all’Auditel, non ha conquistato nemmeno i parenti stretti di protagonisti e maestranze.

Un altro piccolo capolavoro, infine, è datato 12 maggio. Anche stavolta si è scelto un bersaglio sin troppo nazionalpopolare: la testimonianza di Belen Rodriguez al processo contro Fabrizio Corona. Il Codacons, dopo aver premesso di non avere nulla (bontà sua) “contro Belen o contro la sua presenza in Tribunale”, chiedeva “delucidazioni da chi di dovere il merito al cospicuo utilizzo del personale di giustizia solamente per accompagnare Belen fuori dal Tribunale”, anticipando un esposto alla Corte dei Conti e una richiesta ufficiale di chiarimento al Ministero della Difesa. Il gravissimo misfatto ai danni dei consumatori tutti riguarderebbe la gentile scorta che quattro Carabinieri hanno offerto alla soubrette argentina solo ed esclusivamente per entrare e uscire dal Tribunale di Milano. Pochi minuti in tutto, dunque, con l’impiego di quattro carabinieri sugli oltre cento a cui è affidata la sicurezza all’interno del palazzo di giustizia. Pochi minuti che saranno stati troppi, però, per gli attentissimi prezzemolini del Codacons, sempre pronti a piombare come un rapace sulla notizia succosa del giorno, quella più “sciè sciuè” e appetibile alle masse, che riesca a regalare un ulteriore briciolo di visibilità all’associazione delle associazioni e al suo telegenico presidente.

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile Naso,

la ringraziamo molto per il suo articolo odierno contro il Codacons, perché ha fatto un lavoro molto utile di raccolta di alcune delle nostre importanti battaglie. Le siamo grati al punto che ci piacerebbe invitarla a partecipare ad una nostra trasmissione sul Codacons Tv (eh già, abbiamo anche un canale satellitare!) per discutere proprio di visibilità mediatica.

Visibilità che – e qui dobbiamo contraddirla – non inseguiamo con l’ostinazione che lei ci attribuisce, perché in realtà ne abbiamo fin troppa. Non ne abbiamo poi così bisogno, come il paese non ha bisogno di sprecare denaro per assegnare ben 4 carabinieri (non uno, non due) per accompagnare una showgirl come Belen Rodriguez, che sicuramente può pagarsi da sola una scorta privata.

Ciò che ci dispiace del suo articolo è che, tra le tante battaglie portate avanti dal Codacons, lei si sia soffermato solo su alcune (quelle che facevano più comodo al suo pezzo), dimenticando le tante vittorie ottenute dalla nostra associazione in favore della collettività (e che hanno fatto risparmiare non pochi soldi ai cittadini), come l’annullamento degli aumenti per le bollette della luce, l’annullamento dei rincari tariffari per le strisce blu, le Ztl, e gli asili nido a Roma, i risarcimenti milionari ottenuti in favore di docenti precari e medici specializzati, i rimborsi per i risparmiatori traditi, e l’elenco, le assicuro, potrebbe essere ancora molto lungo.

Saremmo poi curiosi di sapere perché i diritti dei consumatori, secondo lei, non dovrebbero essere difesi di sabato e di domenica, ma solo nei giorni feriali… questo è un mistero che speriamo lei voglia chiarire. Così come le chiediamo di chiarire il motivo per cui, se il Codacons è una associazione alla ricerca di notizie “sciè sciuè”, Il Fatto Quotidiano  – per cui lei scrive – pubblica ogni giorno le nostre denunce e prese di posizione, e i giornalisti del Fatto Quotidiano sono costantemente in stretto contatto con il nostro ufficio stampa (che confermiamo lavora anche di sabato e di domenica, e ciò dovrebbe essere un vanto, non una vergogna)  per collaborazioni proficue che hanno consentito al Fatto più di uno scoop negli ultimi anni…

I miei migliori saluti
Presidente Codacons
Avv. Carlo Rienzi

 

Gentile Avv. Renzi

nel pezzo abbiamo dato atto delle meritorie battaglie del Codacons, alla base anche di molti nostri articoli. Continuiamo però a chiederci perché sprecare tempo ed energie per casi inesistenti come quello di Belen Rodriguez e dei biglietti del concerto dei Rolling Stones.

Con immutata stima,

F.Q

 

Codacons, dal concerto dei Rolling Stones a Belen Rodriguez in tribunale: dalla difesa dei diritti dei consumatori alla ricerca di visibilità?
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