Le sai fare le polpette? E il brodo vegetale? E poi ti svegli ogni mattina quando la casa ancora dorme, imbandisci la tavola per la colazione perfetta e sbatti i tappeti come se non ci fosse un domani? Combatti gli acari, le maniche corte fuori stagione, i moccioli, i colpi d’aria e le patacche sul divano? E poi sorridi sempre come mamma Pig? Perché le mamme fanno così, sorridono e sospirano, carinamente e con pazienza, mentre pianificano quella giornata perfetta per le mamme perfette. Almeno questo è quello che vogliono farci credere. È stata Giada Sundas, 23 anni, la mamma più famosa del web, a raccontarci che le cose non vanno sempre così. Nel suo primo romanzo Le mamme ribelli non hanno paura, in uscita l’11 maggio per Garzanti, scardina gli stereotipi che imprigionano le donne dietro le sembianze poco realistiche di una maternità impeccabile, bella, dolce, paziente, organizzata e comprensibile per dirci che non esistono ricette per essere la madre migliore del mondo.

“Il concetto di ribelle – dice Giada – non vuole essere nient’altro che sinonimo di normalità. La ribellione vuole simboleggiare il superamento del mito materno, ma io non sono ribelle, non ho scritto niente di nuovo, ho solo scelto la sincerità: essere madre è anche una gran rottura di scatole”. Un libro verità, dunque, che arriva dopo Vita con la Panza il seguitissimo diario di gravidanza scritto da lei per il blog di LeoStickers®, “ma anche un registro dei ricordi, un percorso di presa di coscienza e, soprattutto, una lunga e onesta lettera d’amore alla mia bambina”, afferma Giada. Una maternità iniziata presto la sua, quando aveva solo 21 anni e affrontata come un salto nel vuoto ma a occhi spalancati, per non perdersi niente di tutte le bellezze, ma anche di tutte le balle che fino a quel momento le avevano raccontato.

Una maternità liberata dai fronzoli, dai diminutivi, dai luoghi comuni, narrata e vissuta nel modo più veritiero possibile, all’insegna di quell’ironia e di quel cinismo che l’hanno resa la mamma più famosa del web, con migliaia di condivisioni per ogni suo post. Ma allora, è possibile oggi in Italia essere mamme, giovani e addirittura ironiche? “Io sono un’eccezione – ci racconta Giada – le mamme giovani sono pochissime, l’età di concepimento si è significativamente alzata ed è un dato di fatto. Comunque, la maternità ci rende meno simpatiche, più nervose e irritabili. Non è colpa nostra, è che rispondere a trecento “perché” al giorno ci rende un po’ provate. Sarà anche per questo che in Italia non si fanno più figli, perché leggono i miei post”.

E invece Mamme ribelli non hanno paura è un libro che consola, perché fa ridere, di noi stesse in primo luogo, smascherandoci e dichiarando apertamente quello che le mamme non dicono, ma allo stesso tempo commuove, in quel desiderio dichiarato di voler regalare alla figlia Mya due anni di ricordi, quei primi due anni che di solito non restano nella mente di un bambino. “Sono partita dalla fine, dal presente, per poi fare un passo indietro e ripercorrere mano a mano il contenuto di questo due, da quando eravamo, anche noi, soltanto due”, afferma Giada. E’ proprio da lì che prende le mosse il romanzo, dalle parole appese alle pagine di un libro dove cercarsi e ritrovarsi fra qualche anno, quando saranno tutte due un po’ più grandi. Giada è una mamma ribelle e non ha paura, o forse sì, come tutte, due volte al giorno, almeno prima e dopo i pasti. E tanto ci ha voluto dire, in questo suo primo romanzo che è una dedica a Mya, perché possa ricordarsi dei suoi primi anni di vita, ma anche a tutte noi e a se stessa, una 23 enne friulana che divora libri e sogna di vivere di scrittrice, ma anche essere magra non le dispiacerebbe.