Report vs. Coca-Cola, il risultato finale del match è solo sul web. Se già durante la puntata di lunedì 3 aprile 2017 del programma di Rai3, mentre scorrevano le immagini del servizio di Claudia Di Pasquale sul colosso della bibite gassate di Atlanta, su Twitter è andato in scena un articolato scambio di tweet tra redazione del programma e multinazionale, poche ore dopo su Facebook la querelle si è chiusa definitivamente. Motivo del contendere: la mancanza di trasparenza, e di risposta della Coca-Cola, in merito ai temi sollevati nell’inchiesta di Report.

Con un fuoco di fila di tweet e l’hashtag #Nientedanascondere è stata Coca-Cola Italia a dar fuoco alle polveri facendo intendere che da parte loro non è mancata la trasparenza nel trasmettere i dati contestati dall’inchiesta tv: “Nel 2017 abbiamo lanciato 4 nuove bevande a ridotto/basso/nullo contenuto calorico”; “Facciamo un po’ di chiarezza su quello che sta succedendo a Nogara”; “le persone che stanno protestando, non sono nostri dipendenti”. E ancora: “@Reportrai3 nessuna menzione su reazione Coca-Cola light/Mentos? #MaiUnaGioia! #NienteDaNascondere”; “@reportrai3 un giro intorno al mondo, potevate almeno mandare una cartolina! #NienteDaNascondere”.

La risposta in tempo reale su Twitter della redazione di Report, quando ancora non era finito il programma in tv, non si è fatta attendere: “@CocaColaIT Invece della cartolina, vi abbiamo inviato numerose richieste di intervista. Senza successo. Domani alle 13 #FBlive #Report #NienteDaNascondere”; ma anche: “”Chiedevamo e richiediamo intervista video. Siamo un programma tv, non una casella postale. Domani FBLive, vi invitiamo a partecipare”.

Dodici ore dopo in diretta su Facebook è andato in onda un nuovo confronto Coca-Cola/Report. Ranucci e Di Pasquale hanno sintetizzato alcuni spunti delicati dell’inchiesta del programma, soprattutto in merito alle tasse pagate dalla multinazionale in Italia e sul consumo di acqua e di suolo per produrre la bibita, e fino a lì qualcosa dall’account di Coca Cola Italia s’è mosso. Ma quando Ranucci ha chiesto di rispondere in un tweet a chi appartenesse il 23% di Coca Cola, cifra nascosta in società offshore delle Bahamas e Lussemburgo, dall’altro account della disputa per venti minuti non è stato twittato alcunché. L’improvviso sdoppiarsi del contenuto dell’informazione trasmessa, che dalla tv passa sui social, era già accaduto sempre in contemporanea alla messa in onda del servizio giornalistico, quando Report aveva realizzato nel dicembre 2015 l’inchiesta sull’acquisto da parte di ENI della licenza per sondare i fondali marini del più grande giacimento petrolifero offshore nigeriano. Mentre scorrevano le immagini di report su Rai3 dall’account ENI su Twitter e su una pagina ad hoc del loro sito web venivano pubblicate smentite e dati su quello che Gabanelli&Co. stavano spiegando in tv.

Nella redazione di Report si respira in queste ore aria di vittoria. Sia per la disfida a colpi di tweet contro Coca-Cola, sia per i numeri impressionanti raccolti dalla trasmissione con oltre due milioni di spettatori secondo i dati Auditel e un traffico per la diretta su Facebook di 350mila contatti. Numeri che spingono i redattori del programma d’inchiesta a lavorare in maniera sempre più sinergica tra realizzazione delle puntate per la tv e, parallelamente nello sfruttare al meglio, anche a livello pubblicitario, i contatti sui loro account social. Sono infatti oltre un milione e 150mila i follower su Twitter, e oltre 1milione e 250mila i fan sulla pagina Facebook: cifre che nessun’altra trasmissione Rai registra online,soprattutto nell’andare a stimolare l’ “engagement” nelle fasce d’età più giovani (25-34 anni, 35-44 anni). Nella prossima puntata Report tornerà ad affrontare il caso ENI, i finanziamenti al quotidiano l’Unità e mostrerà i risultati di un’inchiesta su alcuni dispositivi medici adoperati in diversi ospedali italiani. E con dei numeri tv così, il dispiacere di avere il solito Montalbano (ieri sera oltre i 7 milioni di spettatori) presente sempre sui canali Rai è grande, tanto da non nascondere la possibilità che con il celebre commissario magari traslocato la domenica contro Fazio, una puntata di Report come quella di lunedì 3 aprile 2017 avrebbe rasentato la doppia cifra in fatto di ascolti.