Nella giornata di mercoledì, l’ANSA ha annunciato alcuni dei “superospiti” del prossimo Festival di Sanremo. Bene, bravi, bis. Il Festival non è Festival senza superospiti, perché vanno bene le canzonette ma pretendiamo anche un po’ di nomi di peso a livello internazionale. Il sempreverde Robbie Williams fa sempre piacere, ancora di più quest’anno, con un bel disco pubblicato. I Clean Bandit accontentano i più giovani e garantiscono un po’ di bella musica, probabilmente il tormentone Rockabye. L’ultimo elemento di questa terzetto annunciato dall’ANSA (anche se, a onor del vero, lo aveva già anticipato TvBlog giorni fa), però, fa storcere il naso anzichenò: Raoul Bova e Rocio Munoz Morales. Superospiti. Super.

Si leva tra le folle attonite una e una sola domanda: perché? Cosa hanno fatto i due piccioncini nella vita per essere SUPEROSPITI (scusate il maiuscolo, ma è d’uopo per rendere l’idea) del Festival di Sanremo? Raoul Bova è un attore molto gettonato ma anche molto sopravvalutato, di certo noto più per l’innegabile avvenenza fisica che per il talento. Rocio, invece, è nota di riflesso, proprio perché da qualche anno compagna di Bova, e a Sanremo peraltro c’è già stata come valletta nella prima edizione targata Conti (accanto a Emma e Arisa).

Ora, invece, calcheranno insieme il palco dell’Ariston come superospiti. Per fare cosa? Non si sa e probabilmente non faranno nulla di nulla, anche perché nulla di nulla possono realisticamente fare. Perché Carlo Conti li ha scelti? Qual è stato il criterio usato per inserirli nell’elenco prestigioso dei superospiti? Non si capisce davvero e da quasi 24 ore in molti continuano a chiederselo, senza trovare risposta adeguata.

Spiace persino accanirsi, perché in fondo i due non sono nemmeno antipatici. Ma gli ospiti belle statuine possono andar bene (e nemmeno) solo quando trattasi di divi hollywoodiani, il cui nome da solo basta a giustificarne la presenza. Certo, in passato abbiamo assistito a presenze francamente misere come quella di Hugh Grant nel 2005, imbarazzante e imbarazzato a prendere un té con Paolo Bonolis, mentre una Clerici infagottata scendeva dalle scale gracchiando “She”. Ma era pur sempre Hugh Grant, signora mia, mica Raoul Bova e Rocio Munoz Morales.

A questo punto, l’attesa spasmodica di scoprire cosa diavolo potranno mai fare i due belli che non ballano sul palco con Conti e De Filippi è alle stelle. Balleranno? Canteranno? Presenteranno uno dei cantanti in gara? O molto più probabilmente entreranno in scena, mostreranno alle camere quanto sono fighi e toglieranno il disturbo in men che non si dica? Tocca sperare in questa ultima opzione, confidando in una presenza veloce e indolore. Il dubbio atroce, però, resterà: perché diavolo Raoul Bova e Rocio Munoz Morales saranno tra i SUPEROSPITI del prossimo Festival di Sanremo? Carlo Conti, per pietà, rispondi a questo quesito fondamentale per la tenuta nervosa di chi si sta arrovellando da ore.