Nemicamatissima, l’atteso show-evento di RaiUno con Lorella Cuccarini e Heather Parisi (in onda venerdì e sabato), è stato un coito interrotto. L’eccitazione del telespettatore era alle stelle, soprattutto se negli anni Ottanta aveva già un’età tale da guardare la tv. Le due showgirl eredi di Raffaella Carrà (dopo di loro, il diluvio) tornavano insieme in televisione, giocando su una presunta rivalità che all’epoca aveva alimentato le carriere di entrambe e che oggi serviva da pretesto per mettere insieme un varietà vecchio stile, sul filo della memoria e della nostalgia, a ripercorrere anni gloriosi per lo spettacolo televisivo italiano.

Gli ingredienti per fare di Nemicamatissima un piccolo cult nella storia recente del piccolo schermo c’erano tutti. Peccato, però, che non siano stati amalgamati a dovere. Il programma, in effetti, è sembrato privo di un canovaccio ben congegnato e soprattutto ben scritto. A un certo punto, nel corso della serata, sembrava quasi che l’idea di fondo fosse quella di mandare sul palco due fuoriclasse di tal fatta e confidare nel loro innegabile talento (della serie “qualcosa sa nventamo”).

Lorella Cuccarini, che non ha mai smesso di fare tv in questi anni (nonostante alti e bassi fisiologici), è stata naturalmente più in palla, nel senso che non ha mai perso l’abitudine di stare su un palco davanti alle telecamere. Ha ballato e cantato, e lo ha fatto come sempre: bene.

Per Heather Parisi il discorso è diverso: lontana dalla tv (e dall’Italia) da molti anni, la showgirl americana ha accettato di prendere parte al progetto ma lo ha fatto a modo suo e alle sue condizioni: non ha propriamente ballato, e lo aveva annunciato sin dalla vigilia (“A 56 anni sarei ridicola”), ma sono bastate le pur ottime coreografie accennate a ricordarci la Parisi dei tempi che furono. Senza nostalgia, beninteso, perché Heather è consapevole di essere una donna matura e risolta, come ha dimostrato anche con il monologo sulla donna, sull’età che passa e sulla capacità di accettare i segni del tempo.

Ma non bastano la forma fisica e l’energia della Cuccarini o la grinta e la personalità della Parisi a costruire uno show coerente ed efficace. Non basta l’evento. Non basta il lunghissimo e splendido medley di sigle anni Ottanta. Mancava un conduttore, innanzitutto, e davvero non si riesce a capire perché non abbiano chiamato Pippo Baudo, che in fondo ha avuto assai a che fare con entrambe. E se proprio non volevano far condurre il Pippo Nazionale, almeno sarebbe stato giusto chiamarlo come ospite. Misteri della televisione italica. Ecco, con Baudo conduttore e narratore di quegli anni gloriosi, Nemicamatissima sarebbe diventato tutt’altro, avrebbe acquistato credibilità, coerenza, ritmo e filo logico. Non è andata così e la montagna, ahinoi, ha partorito il topolino.

Come se non bastasse, poi, ci si sono messi anche ospiti non certo indimenticabili (che non citiamo uno per uno per pudore), anche se il problema principale del programma è stata la totale assenza di una scrittura degna di un evento del genere. Se si vuole fare un grande varietà (e, ripetiamo, gli ingredienti per riuscirci c’erano tutti), non si può prescindere da un lavoro autoriale certosino e corposo, tale da permettere alle due primedonne di esprimersi al meglio delle loro possibilità.

Deludente, però, non vuol dire pessimo. Nemicamatissima ha il merito di aver riportato in tv due regine dell’intrattenimento, due forze della natura come non ce ne sono più, signora mia. Ma non basta mettere insieme due icone e sperare che venga fuori il capolavoro per gemmazione spontanea. Si doveva e si poteva fare di più e meglio, perché occasioni del genere sono rarissime e RaiUno fa bene a puntare sul varietà. In fondo, il varietà è RaiUno e RaiUno è il varietà. E anche oggi, nel 2016, si può proporre al pubblico un intrattenimento classico ma non polveroso, costruito come ai tempi d’oro ma con innesti che lo rendano al passo con i gusti e con i nuovi modi di fruizione televisiva.

Purtroppo, Nemicamatissima non è riuscito a mettere insieme tutti i pezzi come si doveva e si poteva fare. Arrivati al dunque, forse, l’ansia da prestazione ha rovinato un momento irripetibile di “eccitazione” televisiva. Ci si è consolati con l’effetto pètite madeleine, con le sigle cantate e ballicchiate sul divano, con il ricordo dei Fantastico di Pippo Baudo, con la nostalgia degli anni Ottanta, divertenti e sciocchi, leggeri e indimenticabili. Ma proprio chi ha vissuto quegli anni sa quanto potenziale (in parte inespresso) aveva in sé un progetto come Nemicamatissima.