Non passa giorno che un qualche guru dei nostri tempi non lanci un grido d’allarme contro l’usanza ormai diventata consueta di non stampare più le foto. Il rischio, gridano, che in futuro non si lascerà traccia di noi. Che gli storici dei prossimi millenni non sapranno chi eravamo, cosa facevamo, com’era il nostro aspetto. Ecco, vista la piega che la nostra società sta prendendo il fatto in sé potrebbe non essere così male, perché piuttosto che passare per coglioni, meglio non passare proprio. A parte questo, gli studi che si potrebbero fare a partire dalle foto, quelle digitali che, si mettano il cuore in pace i guru del catastrofismo, rimarranno a futura memoria (pensa i primitivi a rimpiangere le iscrizioni rupestri vs papiri e carta), ci sarebbe da farsi un’idea dell’evoluzione della specie piuttosto strampalata e poco legata alla realtà.

Pensateci. Siamo in un futuro millennio. Uno storico, uno storico del futuro, si trova sottomano i diari e le foto di un ragazzetto degli anni Ottanta e Novanta e i post e le foto su Instagram di un ragazzetto di questi tempi qui. Cosa potrebbe mai pensare? Che nei decenni passati il genere umano era composto prevalentemente da esseri normali, tendenti allo sfigato. Gente che sognava a occhi aperti, preparava strategie per conquistare i cuori delle coetanee e dei coetanei. Tutti, coetanei e coetanei, decisamente normali, se non bruttini. I belli e le belle della classe, ma anche quelli che erano brillanti a prescindere dall’aspetto fisico, erano pochi, pochissimi, e si divertivano anche per gli altri, che invece si limitavano a sognare a occhi aperti, a scrivere e a mettersi poi insieme tra simili, facendo andare avanti la specie. Specie che, stando alle foto, era gradevole alla vista, ma non era certo ascrivibile alla categoria ‘spettacoli della natura’. Quando un ragazzo di media bellezza e intelligenza trovava una bella ragazza, o viceversa, si gridava al miracolo. Se ne parlava, si festeggiava, si sfociava nella leggenda.

Oggi le cose stanno diversamente.

Lo storico del futuro, guardando post e foto caricate sui social oggi, la treccia storica di questi tempi, non ci capirà nulla. Di colpo, nel giro di qualche anno, siamo diventati tutti belli, prestanti, adorabili. Anche ‘autoadorabili’, sembrerebbe, dal momento che quasi sempre le tracce lasciate saranno autografe, autocelebrative. Ma soprattutto finti. Sì, a occhio esperto, e si spera che gli storici del futuro siano attenti, i ragazzi e le ragazze (visti i tempi, nella categoria rientrano tutti quelli che abbiamo meno di sessant’anni) sembreranno, giustamente, finti. Tutti belli, ma filtrati. Tutti intelligenti, ma citazionisti. Fighe e playboy sembreranno le due categorie sociali in cui si divideva questo triste periodo dell’evoluzione umana, toccata da una impennata di perfezione fisica simile a quella vagheggiata dai nazisti rispetto alla razza ariana.

Il tutto, per altro, nel giro di pochi anni, mentre in genere le evoluzioni hanno richiesto secoli, in alcuni casi anche millenni. Si chiederanno, gli storici, del perché di colpo tutti gli uomini siano diventati muscolosi e prestanti, e supporranno un ritorno al lavoro nei campi, fisico. Lo stesso accadrà per le donne, di colpo tutte dotate di grandi seni, bocche carnose, proporzioni perfette. Nonostante una natalità vicina allo zero, proveranno a ipotizzare, ci sarà stato uno sviluppo spontaneo dell’apparato mammario, forse dovuto a quest’altro strana usanza, di cui tutti parla o sui social, del veganesimo. Per non disturbare le altre razze animali l’uomo dei primi anni del terzo millennio sarà ricorso al latte del seno femminile, guarda te che miracolo la natura.

Insomma, una gran bella confusione.
Se però rimarrà traccia anche dell’ultima moda estiva, quella della caccia ai mostriciattoli della Pokemon Go, forse gli storici potranno capire qualcosa in più. Perché leggendo i tanti post che hanno irriso a questa moda, facendo riferimento ai decenni precedenti, post in cui si diceva, “una volta si andava alla ricerca di figa, oggi di Pokemon Go”, si diranno: ci credo che andavano a caccia, ce n’era talmente poca in giro…