Louisiana di nuovo in ginocchio. L’alluvione iniziata giovedì 11 agosto è il peggior disastro nella regione del sud degli Stati Uniti dopo l’uragano Katrina, che nel 2005 devastò New Orleans. Dieci morti, 20mila sfollati, 30mila tratti in salvo dai soccorritori e 40mila case inagibili sono i numeri di quello che Craig Fugate, capo della protezione civile americana (Fema), definisce “un disastro enorme“. L’allarme non è rientrato, anzi i meteorologi prevedono piogge e temporali per tutto il resto della settimana che potrebbero portare a un peggioramento della situazione.

Il presidente Barack Obama ha dichiarato lo stato d’emergenza federale, dopo che il governatore della Louisiana John Bel Edwards aveva già mobilitato 1.700 soldati della Guardia Nazionale, schierati in aiuto degli uomini della Fema nelle operazioni di ricerca e soccorso. Secondo i dati forniti da Edwards, delle 40mila abitazioni inagibili moltissime sono nella sola capitale Baton Rouge, addirittura il 12% del totale. Gli edifici sono stati sommersi da più di 50 centimetri di pioggia. Obbligata la chiusura delle scuole a East Baton Rouge, Livingston, St. James e Tangipahoa, oltre alla Louisiana State University.

Tra le tante storie raccontate in queste ore dai media americani è emersa quella di Jessica May. Costretta a fuggire da New Orleans nel 2005 a causa dell’uragano Katrina, si era rifatta una vita proprio a Baton Rouge ed oggi è di nuovo tra gli sfollati. La donna viveva con il fidanzato e i suoi sei figli nella casa dei genitori di lui, dopo che un incendio aveva distrutto la loro abitazione. “I vicini ci hanno svegliato alle sei del mattino e siamo dovuti fuggire senza preavviso – ha spiegato alla Cnn – Avevo paura, ho pensato ‘come faremo a uscire da questa situazione?'”.

Nelle stesse ore, il meteo killer negli Stati Uniti colpisce anche per il troppo caldo, soprattutto sulla costa orientale. In Pennsylvania sono morte quattro persone, e le temperature sono rimaste bollenti per tutta la giornata di martedì. I media hanno confermato che tre persone sono decedute durante il fine settimana, mentre un’altra ha perso la vita ieri: si tratta di due uomini di 72 e 59 anni, e due donne di 82 e 67 anni. Pare che queste ultime soffrissero di malattie cardiovascolari, mentre il 72enne di diabete, ipertensione e obesità.