I risultati del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea erano ufficiali da qualche ora, con tutto quanto ne è seguito nel corso di una giornata frenetica, e i cittadini britannici, secondo i dati di Google Trends, hanno cominciato a “googlare” frasi del tipo: “cosa significare lasciare l’Ue” e “cosa è l’Unione europea”. Ma i problemi dei sudditi di Sua Maestà con la conoscenza delle istituzioni comunitarie sembrano addirittura più gravi, visto che al terzo posto delle ricerche su Google troviamo “Quali sono i paesi che appartengono all’Ue”, seguita da “Cosa succede se lasciamo l’Ue” e “Quanti sono i Paesi membri”.

Ma adesso che il dado è tratto, che il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ha preso la storica decisione di abbandonare Bruxelles, ecco che i cittadini che evidentemente hanno votato per la permanenza hanno iniziato a correre ai ripari . Nella mattinata di ieri, i dati di Google hanno rilevato un incremento del 100% della ricerca “ottenere un passaporto irlandese” (Dublino è ancora membro dell’Unione), con un aumento notevole anche di “trasferirsi a Gibilterra”.

Analizzando a fondo i dati forniti da Google Trends, e soprattutto contestualizzandoli geograficamente, ci si accorge che le ricerche sul passaporto irlandese provengono praticamente tutte dall’Irlanda del Nord, parte del Regno Unito ma che, insieme alla Scozia e a Londra, ha votato in maggioranza per la permanenza nell’Unione europea. E visto che Martin McGuinness, leader assieme a Gerry Adams dello Sinn Féin, dal 2007 vicepremier del governo di coalizione in Ulster e uno degli artefici dell’accordo storico del Venerdì Santo 1998, ha già annunciato che chiederà un referendum sull’Irlanda unita, queste ricerche su Google sembrano essere indice di qualcosa di più profondo e pericoloso per l’integrità del Regno Unito. Nella tarda serata di venerdì, la frase “requisiti per il passaporto irlandese” segnava su Google un incremento incredibile del 1150%.

I dati diffusi da Mountain View hanno prevedibilmente innescato una sorta di sfottò virale e globale nei confronti dei britannici, “colpevoli” di informarsi solo dopo aver votato. In realtà, la domanda “Cos’è l’Unione Europea?” probabilmente sarà di gran moda in tutto il Continente. E stavolta gli algoritmi di Google potrebbero non bastare.