Il Senato ha approvato il decreto Scuola, il provvedimento che contiene anche i correttivi al nuovo Isee dopo la bocciatura del Consiglio di Stato. La sentenza intendeva tutelare i diritti dei disabili, censurando il nuovo sistema di calcolo nella parte che sommava le pensioni di invalidità al reddito, facendo perdere il diritto ad altri importanti benefici. Ora il decreto dovrà passare alla Camera per l’approvazione definitiva, ma nel frattempo le associazioni di portatori di handicap si scagliano contro il provvedimento. “Lo strumento che ne esce non è né selettivoequo – spiega Vincenzo Falabella, presidente di Fish, Federazione italiana per il superamento dell’handicap – Sono considerati allo stesso modo persone che ricevono provvidenze molto diverse in termini di importo, persone con gravità diversa, minori, anziani, adulti. Inoltre viene escluso il costo della disabilità annullando e sminuendo chi sostiene in modo documentato spese di assistenza. Infine il sistema della maggiorazione della scala di equivalenza finisce per premiare chi ha più redditi e patrimoni a scapito di chi è più povero o ha maggiori spese.”

Il decreto, recependo le direttive della sentenza, prevede di escludere dal computo dell’indicatore del reddito tutte le provvidenze assistenziali o previdenziali anche indennitarie che siano esenti da Irpef, ma questo vale solo per le provvidenze assistenziali connesse alla disabilità. Continuano invece ad essere conteggiati altri contributi, come il sostegno ai nuclei familiari, per l’inclusione, per il contrasto alla povertà, per l’alloggio o ad integrazione del reddito familiare. Sono soppresse invece tutte le franchigie previste sia per i minorenni che per i maggiorenni. Al loro posto viene introdotta una maggiorazione della scala di equivalenza, cioè la sistema di calcolo dell’indicatore di reddito, ma indipendentemente dalla gravità della disabilità. Viene soppressa la possibilità di detrarre dall’indicatore le spese effettivamente sostenute e dimostrabili per l’assistenza personale o l’ammontare della retta versata per l’ospitalità alberghiera.

“I risultati effettivi e finali di quella che è stata una lunga battaglia non sono affatto universalmente migliorativi, ma possono risultare positivi per alcuni e peggiorativi per altri – sostiene Carlo Giacobini, direttore di Handylex, portale che si occupa di giurisprudenza legata ai temi della disabilità – Ma ciò che appare più evidente è che si sono perse le istanze, pur incompiute ed imperfette, di costruire o rivedere lo strumento in modo razionale, equo e selettivo, funzionale a politiche sociali che, anche per altri motivi, nel nostro Paese risultano ancora arretrate sia in termini strutturali che di risorse”. Handylex propone anche alcune simulazioni degli effetti del decreto sull’Isee dei nuclei con familiari disabili, rivelando alcunhe situazioni critiche. Per esempio, nel caso di una famiglia con figlio minore che riceve l’indennità di accompagnamento, mamma casalinga, papà con basso reddito, l’Isee passa da 6.617 euro, come definito dalla riforma del 2013, agli 8.661 euro dopo il nuovo decreto. Effetto simile per marito e moglie con patrimoni bassi, uno con non autosufficienza che spende tutte le provvidenze assistenziali ricevute: anche in questo caso, si passa da 8.280 a 9.661 euro.