Il diavolo veste sempre alla stessa maniera e per l’esorcista scacciarlo rimane ancora un bel problema. E’ appena iniziato a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l’undicesimo corso Esorcismo e preghiera di liberazione che si prolungherà con sessioni di incontri mattina e pomeriggio fino a sabato 9 aprile 2016. Organizzato dall’Istituto Sacerdos in collaborazione con il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna (Gris) e l’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie), la full immersion sulla possessione e il maligno conta più di 200 partecipanti300 euro a testa l’iscrizione più 250 per la traduzione simultanea – e ben oltre 30 conferenzieri – tra cui sacerdoti, ma anche docenti universitari, avvocati, psichiatri e medici – provenienti da tutto il mondo.

Un corso aperto anche ai laici, previa autorizzazione del vescovo di riferimento, dove il tema dell’esorcismo verrà sviscerato in ogni suo aspetto teologico, liturgico e biblico, ma non solo. “Quest’anno abbiamo rafforzato ogni aspetto tematico aprendoci alla descrizione del demonio in altre religioni e aumentando la presenza di addetti ai lavori in ambiti non legati alla Chiesa”, spiega a FQMgazine padre Pedro Barrajon, teologo, direttore dell’Istituto Sacerdos e organizzatore del corso. “Oltre all’abituale approfondimento sulle testimonianze dirette di esorcismi, continuiamo il dialogo fitto con gli psichiatri, apriamo alla descrizione degli esorcismi nella religione islamica, nell’ebraismo e nei culti afroamericani. Infine analizziamo con maggiore attenzione sotto l’aspetto giuridico con forze dell’ordine e magistratura, la questione delle sette sataniche, delle forme di occultismo, e della magie alternative”.

Quattro i criteri con cui si riconosce un indemoniato, spiega padre Barrajon: “l’avversione agli oggetti sacri, la forza speciale e sovraumana, la capacità di parlare all’improvviso lingue antiche, e il fatto che il soggetto venga come abitato da un altro essere contro la sua volontà. Il sacerdote può intuire se la persona è guaribile con la psichiatria e con l’esorcismo”. I casi vanno trattati comunque con molta attenzione: “il diritto canonico chiede ai sacerdoti di essere estremamente prudenti, il discernimento e il confronto con psichiatri è assolutamente necessario, tanto che in ogni diocesi è presente una linea diretta con loro”.

In Italia ci sono circa 300 esorcisti, all’incirca uno ogni diocesi: “Sul numero di posseduti solo nell’ultimo anno non ci sono dati precisi. I sacerdoti sono restii a comunicare nei dettagli il loro lavoro. Posso solo dire che i casi non sono pochi”. Chi compie l’esorcismo, continua Barrajon deve avere “una forza speciale a livello spirituale, non necessariamente fisica perché per trattenere il posseduto, come per l’importante rito della preghiera, solitamente il sacerdote è aiutato da un gruppo di persone tra cui anche laici. Per questo motivo il nostro corso è aperto anche a loro. Ad esempio in una diocesi come quella di Palermo, dove agisce da anni frate Benigno, è presente una vera e propria equipe di sostegno all’esorcista”.

Infine, non di poco conto è la rappresentazione dell’esorcismo al grande pubblico attraverso film, soprattutto horror a partire dal capolavoro di William Friedkin, L’esorcista. “I film mettono in primo piano elementi vistosi come le grida, le urla, le espressioni strane del viso e i movimenti del corpo. E’ un’esagerazione un po’ teatrale, questo sì, ma una parte di vero in quelle rappresentazioni c’è. L’esorcismo è un momento forte, la persona posseduta diventa un’altra”.