Chiunque abbia una qualche frequentazione con i social media avrà notato, da qualche settimana, come gli italiani siano più appassionati di upstream e statistiche energetiche che di calcio o gossip. Moltissimi, stranamente (?), si mostrano in sintonia con le ragioni della grande industria e sono iperattivi in rete nel sostenerne le ragioni. Insomma: è nato un popolo pro-triv apparentemente enorme, vociante, appassionato, a proprio agio con i numeri, le tecniche di perforazione dei pozzi, le dinamiche industriali e occupazionali del settore oil&gas. Un lungo post su Facebook di una perfetta sconosciuta, in cui si spiegano le ragioni dell’astensionismo al referendum del 17 aprile, finisce per avere maggiore diffusione di un selfie di Belen o delle diatribe su un rigore mancato in un derby. “È l’Italia, bellezza…”, direbbe uno con il pelo sullo stomaco. Il Paese cambia e forse chi scrive non lo conosce a fondo, per rimanere sorpreso di fronte a tanta partecipazione alle sorti di qualche piattaforma a gas operante entro le 12 miglia dalla costa.

Trivelle: Greenpeace in azione sulla Montagna Spaccata, 'il 17 aprile vota si''

Un interessante articolo di ieri di Giordano Cardone e Scacciavillani su ilfattoquotidiano.it svela un mistero non tanto piccolo e non così trascurabile. Vi si legge di come una delle realtà online più attive nella battaglia referendaria, in questo caso nella diffusione di contenuti pro-astensione, sia in realtà emanazione diretta di uomini e società molto vicine a Renzi. “Non sprecare energia” è un sito il cui dominio è stato registrato da Davide Bacarella, amministratore unico e azionista di minoranza di DotMedia, la società di comunicazione di fiducia di Matteo Renzi. Dotmedia segue il premier già dal 2009 ed ancora oggi è al suo fianco, avendo curato la comunicazione dell’ultima Leopolda.

Le attività e gli interessi di Dotmedia sono ben ricostruite da Giordano Cardone e Scacciavillani, inutile ripeterle. Merita semmai ricordare come all’azionariato di Dotmedia partecipi direttamente la famiglia Renzi nella figura di Alessandro Conticini: “fratello del cognato del premier, Andrea, già agente commerciale della DotMedia e della Eventi6, la ex Chil Promozioni del ramo femminile della famiglia Renzi di cui Laura Bovoli, la madre del premier, detiene l’8 per cento, mentre il resto appartiene alle sorelle di Matteo, Benedetta (56%) e Matilde (36%)”.

A tutto ciò aggiungiamo un ultimo piccolo tassello. Il sito Ottimisti e Razionali è la casa online di coloro che difendono le ragioni dell’astensione al referendum: un ensemble che raggruppa “ex comunisti di secondo piano, intellettuali sconosciuti, Nomisma Energia, con l’aggiunta dell’ultimo minuto dei Chimici della Cgil, notoriamente “reazionari” (così Garavini su Micromega). Aggiungiamo: ci sono anche tanti nuclearisti usciti sconfitti dal 2011, tra cui l’intramontabile Chicco Testa. Nomisma Energia è un centro studi; è opportuno ricordare come abbia tra i suoi clienti molte tra le maggiori aziende che si occupano di oil&gas.

La persona che ha registrato il sito Ottimisti e Razionali è Carlo Pedata. Pedata risulta lavorare per la QuickTop srl, Relazioni Pubbliche e Uffici Stampa, con il ruolo di Public Affairs Analyst. Cos’è e cosa fa la QuikTop? Lo si può leggere qui. In sostanza: è uno dei molti pianeti della galassia di lobbying di Claudio Velardi, una creatura chiamata Reti. Connessa a Quicktop c’è Running (“prima agenzia italiana di ‘new politics’”). Girando sul loro sito inciampiamo in un link a “il Rottamatore”, la testata online di Velardi (che ha in taglio alto in pagina questo titolo: “RISPETTO PER CHI SI ASTIENE, CONTRO IL #BUFALENDUM”). Il sito de Il Rottamatore è a sua volta registrato – guarda caso – dalla QuickTop; nella stessa pagina, sul sito di Running, c’è un link a… DotMedia. E il cerchio si chiude.

Per chi non conosca Claudio Velardi, il lobbysta più trasversale (da D’Alema a Renzi, passando per la Polverini) e sempreverde d’Italia, rimandiamo alle molte informazioni (e leggende) già presenti in rete. Qui, per rendere il “colore” del suo pensiero quando si parla di petrolio, e in special modo di Eni, lo ricordiamo dichiarare in televisione (parlando delle estrazioni in Basilicata) che “i sanpietrini sono più radioattivi dei reflui petroliferi radioattivi”.

“E allora?”, dirà qualche lettore… o forse qualcun altro sorriderà, esclamando “gomblotto!”.

No, nessun complotto, ci mancherebbe. Le informazioni che abbiamo aggiunto a quelle già pubblicate sul ruolo di Dotmedia nella campagna referendaria le avrebbe potute raccogliere anche un semplice curioso. Ma visto che noi siamo curiosi, ci andava di capire, e di far capire, cosa c’è dietro all’enorme buzz scatenatosi in rete sul versante pro-trivelle. La pagina Facebook di “Non sprecare energia“ ha solo 123 follower. Eppure le sue infografiche sono utilizzate continuamente da centinaia e centinaia di profili, specie sulle bacheche di chi si batte per sostenere le ragioni del Sì al 17 aprile. Non se li fila nessuno, ma sono viralissimi.

La morale di questa storia? È sempre bene conoscere i propri avversari… e stiamo cominciando a dargli un nome e un cognome. Sappiamo quali sono le agenzie di lobbying al lavoro per boicottare il referendum contro le trivelle. La domanda è… così, giusto per trasparenza: chi le paga?

di Andrea Boraschi
responsabile campagna Energia e Clima, Greenpeace