Le spese farmaceutiche potrebbero non rientrare nel prossimo 730 precompilato”. Se non è una bomba la dichiarazione di Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, poco ci manca. La più grande rivoluzione fiscale introdotta dal governo Renzi crolla, infatti, sotto il peso degli scontrini. “Ci sono dei problemi tecnici e – ha spiegato la Orlandi durante un’audizione alla Camera – stiamo finendo di verificare. Le farmacie e alcune associazioni di categoria, nonostante la legge, hanno equivocato sul termine e non hanno conservato parte degli scontrini. C’è una difficoltà oggettiva della categoria, la memoria è stata cancellata e le informazioni sono irrecuperabili”.

Un macigno, appunto, che si infrange contro l’annuncio ufficiale che il 2016 sarebbe stato l’anno della svolta nei rapporti fisco-contribuente. Dopo che lo scorso anno, l’avvio della fase di sperimentazione di questa nuova dichiarazione dei redditi, tutta improntata sulla tecnologia e sulla comunicazione, ha già dimostrato falle e diverse problematiche (Pin da richiedere e dati caricati sbagliati) che non hanno affatto semplificato la vita degli italiani coinvolti. Vale a dire 20 milioni di contribuenti che avrebbero potuto facilmente archiviare la pratica del 730, scaricandolo dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Ma non l’hanno fatto – continuando a rivolgersi a Caf e commercialisti – perché i dati contenuti nella dichiarazione erano incompleti o errati, con oltre l’85% dei modelli preparati che è stato necessariamente integrato dal contribuente, non prevedendo una seria di deduzione e detrazioni.

Voci che generano numeri impressionanti. Basti pensare che tra scontrini di farmaci, visite mediche (ma anche oculistiche, odontoiatriche o specialistiche) e fatture per prestazioni sanitarie, nel 2013 sono stati oltre 14 milioni (uno su 3) gli italiani che hanno richiesto il bonus del 19% di queste spese mediche, pari a 2 miliardi e 356 milioni di euro, cioè uno sconto medio di 166 euro. Tant’è che lo scorso anno a trasmettere la dichiarazione attraverso la procedura fai da te, senza la necessità di rivolgersi ad un intermediario, sono stati solo 1,4 milioni di contribuenti, mentre i Pin richiesti (ultimo dato disponibile luglio 2015) poco più di 2,2 milioni. Eppure il direttore delle Entrate fino a meno di un mese fa era più che ottimista. In un’intervista rilasciata a Repubblica il 27 dicembre aveva, infatti, ribadito che “l’operazione mastodontica della dichiarazione precompilata nel 2016 sarebbe stata completa con dentro le spese mediche, quelle universitarie e altro ancora”. Ed ora, invece, la notizia che al puzzle del prossimo 730 precompilato potrebbe mancare un tassello importante delle spese per i farmaci.

Così, entro il 31 gennaio arriveranno al cervellone del Fisco solo i dati inviati dai medici e, grazie all’inserimento delle spese sanitarie registrate con la tessera sanitaria, si avranno automaticamente anche quelli di ospedali, aziende sanitarie locali, istituti di ricovero e cura o presidi di specialistica ambulatoriale. Ma se verrà confermata l’ipotesi della direttrice delle Entrate, i contribuenti dovranno nuovamente inserire le spese farmaceutiche da soli prima di consegnare il 730 precompilato. Come d’altra parte hanno già fatto lo scorso anno.

La Orlandi ha anche spiegato che le Entrate stanno valutando la possibilità di concedere a tutti i contribuenti una proroga di pochi giorni del termine per la trasmissione dei dati relativi alle spese mediche, ma non ha nascosto i problemi: “Il Garante della privacy ha dato un mese di tempo in più agli utenti che vogliono eliminare alcune voci di spesa dalla dichiarazione. Stiamo cercando di capire se dare a tutti la proroga e facendo le prove per non mettere a rischio tutta l’operazione”. Le informazioni sanitarie sono, infatti, dati sensibili e per questo i contribuenti fino al 28 febbraio potranno inibirne il trattamento. Ma in questo periodo l’Agenzia non potrà lavorare sulle informazioni con il serio rischio che lo slittamento potrebbe compromettere la puntualità dei rimborsi per 20 milioni di contribuenti.

Tutto chiaro? Si tratta dell’ennesimo caso all’italiana di disguidi e disservizi che generano proroghe su proroghe? Sembrerebbe di no, visto che le parole della Orlandi hanno scatenato una serie di reazioni a catena. In primis quella della presidente di Federfarma, Annarosa Racca, che ha respinto al mittente le accuse, accusando alcune norme sulla privacy che avrebbero frenato la raccolta dei dati nel 2015. E rassicurando: “Dal primo gennaio di quest’anno la raccolta è però del tutto regolare e nessuno scontrino potrà essere perso”. Immediata anche la risposta del Garante per la privacy, Antonello Soro, che critica l’Agenzia delle Entrate: “Si tratta di un’accusa ingenerosa e priva di fondamento. Noi abbiamo sempre dimostrato una fattiva e tempestiva collaborazione”.

Rapporti positivi che non si riscontrano, invece, con i commercialisti. “L’operazione 730 precompilato è caratterizzata da gravi criticità, le cui conseguenze – si legge in una lettera infuocata che il presidente dell’associazione Marco Cuchel ha inviato al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan – si ripercuotono negativamente sui contribuenti e sui professionisti intermediari, e non smette di riservare brutte sorprese”. Il riferimento va a un’altra proroga che hanno richiesto i commercialisti per far slittare l’invio delle spese universitarie, funebri, degli interventi di recupero del patrimonio edilizio e della riqualificazione energetica dal 31 gennaio al 28 febbraio. Ma a 11 giorni dalla scadenza ufficiale, non si sa ancora niente: il decreto che concede più tempo deve essere ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Aggiornamento del 21 gennaio 2016, ore 20
Come anticipato, è arrivata la miniproroga concessa dall’Agenzia delle Entrate per l’invio da parte di medici, farmacie e strutture sanitarie delle spese mediche effettuate nel corso del 2015, da inserire nel 730 precompilato di quest’anno. Ma il nuovo termine fissato dalle Entrate slitta solo dal 31 gennaio al 9 febbraio, mentre la richiesta dei degli ordini professionali e delle associazioni di categoria era fino al 28 febbraio. La proroga, tuttavia, non modifica né l’appuntamento con la dichiarazione precompilata (i 730 saranno disponibili dal 15 aprile e potranno essere inviati a partire da maggio) nè la questione irrisolta della mancanza delle spese per i farmaci nel 730.