Il regista Spike Lee non sarà presente alla cerimonia degli Oscar. Il motivo? L’assenza di candidati di colore nella lista delle nomination. A una settimana dall’annuncio dei rappresentanti delle diverse categorie non si placa la polemica intorno alla premiazione più attesa dal mondo del cinema e torna lo stesso malumore che aveva caratterizzato gli Oscar 2015. Secondo il regista di Malcom X e Fa’ la cosa giusta, questi Academy sono, ancora una volta, troppo bianchi: su 20 candidature per la recitazione nessuna è andata a un attore di colore. Per questo motivo Lee ha deciso di rilanciare l’hashtag #OscarsSoWhite, diventato tra i più popolari di Twitter.

Come è possibile che per il secondo anno consecutivo tutti i candidati sotto la categoria attore siano bianchi? – si chiede il regista – per caso non siamo in grado di recitare?”. E così dopo aver ringraziato per l’assegnazione di una statuetta alla carriera ricevuta a novembre scorso, Shelton Jackson ha dato l’annuncio su Instagram: “Mia moglie, la signora Tonya Lewis Lee e io non saremo presenti alla cerimonia di consegna degli Oscar”, ha scritto, domandandosi come sia possibile “che per il secondo anno consecutivo tutti e 20 i candidati siano bianchi?”.

E non è un caso, sottolinea, che questo suo messaggio venga lanciato proprio il 18 gennaio. La scelta infatti è stata ben precisa: si tratta del giorno in cui si celebra il compleanno di Martin Luther King, leader dei diritti civili, il quale, ricorda Lee, ha detto: “Arriva il momento in cui si deve prendere una decisione che non è né sicura, né politica, né popolare, ma la si deve prendere perché è la coscienza che gli dice che è giusto”.

Dello stesso parere anche la moglie di Will Smith, Jada Pinkett Smith, che sui social si è unita alla decisione del regista di boicottare la cerimonia di premiazione: su Facebook l’attrice, che a detta di molti avrebbe meritato una nomination per il film The Concussion, ha scritto che “agli Oscar… le persone di colore sono sempre le benvenute quando si tratta di consegnare dei premi, ma molto di rado ci vengono riconosciute le nostre doti artistiche. Le persone di colore dovrebbero astenersi dal partecipare tutti insieme?” si chiede quindi l’attrice. “Forse”, ha rilanciato la signora Smith, “è ora che tiriamo indietro le nostre risorse e le riponiamo di nuovo nelle nostre comunità, con programmi per noi stessi che ci riconoscano che valiamo tanto quanto il cosiddetto mainstream“.

Alla protesta si è unito anche Chris Rock, conduttore della cerimonia, che ha definito gli Oscar la versione bianca dei BET Awards (premi istituiti dal network Black Entertainment Television per celebrare afroamericani). Mentre il produttore di Straight Outta Compton Will Packer, sul social network di Zuckerberg, ha invitato i membri dell’Academy a “fare di meglio”, sottolineando che “nomination del genere, nel 2016, sono una figuraccia.