Attrice bianca, 30-39 anni, 1,64-1,67 d’altezza, capelli marroni e occhi blu. Attore bianco, 40-49 anni, oltre l’1,80 d’altezza, capelli e occhi marroni. Questi gli identikit per genere dei vincitori dell’Oscar dopo 87 edizioni. Un quadro preciso e dettagliato fornito da un’infografica del sito bloomberg.com dopo il trionfo al Dolby Theatre nella notte del 22 febbraio di Birdman, ma soprattutto con altri due “bianchi” parecchio wasp, Eddie Redmayne e Julianne Moore, a vincere come migliori attori protagonisti.

Infatti, il dato più evidente dell’interessante schermata del sito Usa, è la totale mancanza di candidature di afroamericani (“black”) tra i dieci nominati 2015 nelle due prestigiose categorie degli Oscar. Dato ancor più eclatante se il calcolo viene esteso sugli ottantasette anni di storia del celebre riconoscimento dell’Academy: solo una donna di colore, Halle Barry per Monster’s Ball (2001), ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista; mentre tra i maschi sono solo quattro i vincitori afroamericani (Sidney Poitier nel 1963, Denzel Washington nel 2001, Jamie Foxx nel 2004 e Forest Whitaker nel 2006), un ispanico (Jose Ferrer nel 1950 per Cyrano de Bergerac) e nella categoria “altri” – in quanto nato in India ndr – Ben Kingsley vincitore per la sua interpretazione in Gandhi nel 1982.

Alla voce “Età” per gli uomini meglio aver maturato parecchi anni di recitazione davanti alla macchina da presa, visto che solo Adrien Brody ne Il Pianista (2002) ha vinto quando aveva meno di 30 anni, e valutando che tre quarti dei vincitori dell’Oscar come miglior attore hanno oltre i 40 anni. Per le donne, invece, il dato risulta totalmente contrario: più si abbassa l’età, più si hanno probabilità di vittoria. Sono una trentina su 87 le vincitrici che hanno meno di 30 anni, ed è Marlee Matlin a 21 anni nel 1986 per Figli di un dio minore a risultare la più giovane vincitrice dell’Oscar come miglior attrice. Curioso anche lo stesso testacoda nella categoria “Altezza”: più gli uomini sono alti più vincono (ad eccezione di Dustin Hoffman, Al Pacino e Richard Dreyfuss tutti i vincitori misurano oltre il metro e 77); mentre per le donne più si è basse più si hanno probabilità di vittoria.

L’infografica di Bloomberg fornisce anche parecchi dati interessanti sui film vincitori in 87 anni di Oscar. Le coordinate ideali per il film vincente sono: genere drammatico (l’ultima commedia vincente è Io e Annie nel 1977), durata tra i 120 e 160 minuti, uscita in sala negli ultimi tre mesi dell’anno precedente alla Notte degli Oscar, budget tra i 16 e i 64 milioni di dollari e un incasso che va oltre i 160 milioni di dollari.

Sono infatti soltanto tre i titoli che hanno fatto un mezzo flop al botteghino ma hanno vinto come miglior film: The Broadway Melody (1928), Grand Hotel (1932) e The Hurt Locker (2009); quest’ultimo con 16 milioni di dollari di budget e solo 18 ricavati in sala funge da fanalino di coda tra i titoli “poveri” che sono stati premiati dall’Academy. Marty, il film diretto da Delbert Mann nel 1955 risulta essere quello con il budget più basso – 3 milioni di dollari – ad aver vinto l’Oscar; mentre tra i più cari in fatto di spese per produrli svettano Titanic, 877 milioni nel 1997, e My Fair Lady nel 1954 con 544 milioni di dollari.

Curioso, ma prevedibilissimo, che il maggior equilibrio nei dati raccolti sia nella categoria “Case di Produzione”. In 87 anni di Oscar i premi come miglior film sono stati distribuiti equamente con un precisissimo bilancino: 13 alla Columbia, 11 alla Paramount, 10 alla Mgm, 9 alla United Artists e alla Fox (l’ultimo è proprio Birdman quest’anno), 8 alla Warner Bros, 7 alla Universal e quattro-cinque titoli a testa tra Miramax, Dreamworks e Orion (nel 1999 finita in bancarotta). Le fonti per ottenere i dati usati nell’infografica provengono dagli archivi dell’Academy Award Database, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, Box Office Mojo, IMDB.com.