Il capannone dove si girava Colpo grosso, il sexy-game andato in onda dal 1987 al 1992 e condotto da Umberto Smaila – in ultimo da Maurizia Paradiso –, viene offerto in affitto al prezzo di 4.167 euro al mese da Tecnocasa. Si trova in via Peppino Rossi 11/13, a Cologno Monzese, una delle tante strade di Capannonia. Quasi mille metri quadri con tre bagni, sotto la torre Mediaset, in riva al Lambro e a una tangenziale.

La trasmissione di Italia7, prodotta da Fininvest, è diventata, insieme a Drive-in, uno dei simboli degli Anni 80, e in tale veste compare nel film Notte prima degli esami. Il decennio dorato – finanziato dai debiti dei posteri – in realtà stava finendo e presto sarebbe arrivata Tangentopoli a cambiare l’aria che tirava nell’ex capitale morale. Intanto, verso le 11 di sera, nelle case degli italiani filtravano immagini di una prosperità che sembrava eterna e non solo fisica. Il giorno dopo sui visi di molti studenti sarebbero comparse onanistiche occhiaie, superate solo nella breve stagione del porno notturno di Telereporter.

I sogni erotici dei paninari avevano pettinature cotonate, quasi delle cofane con annesso buco dell’ozono da overdose di lacca, costumi ascellari, cosce tornite, talvolta terzinesche e lontane dall’attuale anoressia imperante. I seni potevano essere felliniani. Come nel caso di Nadia Picciurro, diciannovenne siciliana, nata a Piacenza, esplosa vincendo Miss Seno Fantastico, e morta in un incidente stradale mentre rientrava da una disco. Per una stagione sarebbe vissuta ancora, catodicamente, apparendo post-mortem contro il parere dei genitori. Se un fantasma si aggira nel capannone vuoto di via Peppino Rossi è sicuramente quello della bombastica “ragazza Cin Cin” che si spogliava – ormai deceduta – scoprendo il seno ma con i capezzoli coperti dal seme di cuore delle carte.

Prosperosi scheletri dell’armadio nazionale, che saltano fuori come quando Barbara d’Urso ha riposto a Paolo Romani rinfacciandogli di avere inventato Colpo grosso (il senatore di FI la invitava a occuparsi solo di gossip). Le ragazze in genere venivano dalla fotografia erotica che popolava la lunga “via della sega” del maschio occidentale.

Alcune sono finite nell’hard-core, come l’ungherese Esther “Amy” Kooiman. E c’è stato anche un porno ispirato a Colpo grosso nei primi Anni 90, con un Rocco Siffredi nella parte di un concorrente e Ron Jeremy in quella di Smaila. Altre vallette hanno imboccato strade diverse come Stella Kobs, che promuove un metodo anti-aging basato sull’ipnosi. O la fotomodella svedese Jasmina Lipovsek, moglie del pilota di formula1 Ivan Capelli.

Se Smaila si considera mitteleuropeo, avendo radici fiumane, le ragazze spesso provenivano dal Nord Europa, secondo un vecchio immaginario erotico, e non ancora dall’Est: il Muro di Berlino era ancora provvisoriamente in piedi. Gli effetti della caduta avrebbero dovuto essere positivi, con schiere di potenziali vallette in arrivo, ma la fine del Fattore K avrebbe segnato anche la fine della diga anticomunista democristiana, del sistema tangentizio e della Milano da bere. Il mondo stava per cambiare. Nell’89 Motorola presentava il suo Micro-Tac, nascevano i primi sistemi operativi Windows. I primi siti porno, sia pure solo con foto, erano dietro l’angolo. “Il passato ha un culo più rosa”, come ripeteva Biagi, e quello di Berlusconi era meno flaccido.

Da Il Fatto Quotidiano del 29 novembre 2015