Il caso Gianni Morandi ha preso una piega inattesa. Tutto era nato da un post ironico di Selvaggia Lucarelli che, su Facebook, aveva fatto notare una piccola “gaffe” nell’ultima foto del cantante su Instagram: “Mettila tra le 13 e le 14”. Una frase che, di primo acchito, faceva pensare alle indicazioni destinate a un social media manager, erroneamente pubblicata assieme al consueto selfie di Morandi. La scoperta della Lucarelli, che in realtà aveva scritto un post ironico e non credeva davvero che dietro il trionfo social di Morandi ci fosse uno staff, aveva infiammato internet, arrivando pure sui giornali del giorno dopo. Ma la cosa si era chiusa alla Morandi-maniera, con una risposta divertita e divertente del cantante (che precisava come di Instagram si occupasse l’ormai leggendaria moglie Anna e le indicazioni erano per lei) e con un selfie congiunto di Selvaggia Lucarelli e dello stesso Morandi, scattato in quel di Milano.

(video tratto da La3 – Social Media Channel)

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Non esattamente, visto che nella mattinata di giovedì Selvaggia Lucarelli ha dato conto di un episodio avvenuto proprio durante l’incontro meneghino con il cantante emiliano. Ma è bene lasciare la parola alla giornalista, che su Facebook ricostruisce nei minimi dettagli l’accaduto: “Credo sia necessario raccontarvi l’allucinante retroscena dell’incontro molto allegro di ieri tra me e Gianni Morandi, perché racconta bene alcune cose. La parola ignoranza, prima di tutto. Dunque. Ieri Gianni Morandi mi ha chiesto se volevamo stemperare questa scemenza del social media manager (del funerale dei Casamonica se ne è parlato di meno) incontrandoci per un caffè. Naturalmente ne ero ben felice, anche perché secondo me nell’arco di sei anni i selfie con Morandi verranno battuti all’asta come i Van Gogh. Lui doveva prendere il treno per Bologna, io avevo il telefono scarico quindi mi ha chiesto “Dove ci vediamo?” e io, pensando di fretta alla zona della stazione e dovendo dire il nome di un posto che non fosse una cinesata dove prendere il caffè alle tre del pomeriggio, ho detto “Fatti lasciare al Ricci” senza star lì troppo a pensare. (è un locale i cui soci sono Belen, Bastianich e due ristoratori) Non c’ero mai entrata perché i locali mondani tendenzialmente li evito come i concerti dei Modà, ma alle tre del pomeriggio già è tanto se in un bar a Milano si trovano le sedie, quindi dopo poco io Gianni e un amico che era con me ci sediamo a un tavolo per chiacchierare. Ordiniamo un caffè, poi usciamo a fare un selfie, rientriamo per continuare con le chiacchiere e mentre si ride e si scherza, ci si avvicina una cameriera paonazza che comincia a farfugliare: “Scusate, io io io non vorrei dover dire questa cosa ma ma ma dovreste lasciare il locale….“. Attimo di sbigottimento. Gianni: “Dovete chiudere?“. La cameriera balbetta: “Sì, ma insomma, no, io vi giuro sono dispiaciuta ma la direzione mi ha chiesto di dire che la signora non è gradita in questo locale”. Gianni: “No, ma non si fanno queste cose!”. Io: “vabbé Gianni dai, la direzione sarebbe Belen in questo caso (Bastianich è un mio amico, qualcuno l’avrà avvisata al telefono che ero lì)”. A quel punto Gianni chiede il nome alla povera cameriera (Claudia), le dice che non doveva riferire la cosa, doveva inventarsi qualcosa. Quella giustamente replica “Purtroppo dovevo”, insomma, io resto male per Gianni e il mio amico e ci alziamo. E qui devo dire che Morandi si rivela per il grande che è: “Bene, quindi i caffè sono offerti come minimo. Arrivederci!” e usciamo.

Ora. Io capisco che nella vita possa stare sulle balle a un’infinità di gente di cui scrivo in modo più o meno sarcastico o ficcante o antipatico a seconda di come quello che scrivo viene percepito. (la percezione la danno non solo i miei contenuti ma soprattutto l’intelligenza e la sensibilità di chi legge e qui con l’intelligenza abbiamo qualche problema, altrimenti la signora bella com’è non sarebbe schiava della chirurgia plastica). Capisco che possa non essere simpatica alla signora Belen e pure che possa non avere piacere a vedermi nel suo locale (che giuro, avrei evitato volentieri perché non è manco un granché e che ho evitato pure all’inaugurazione a cui ero stata invitata dal buon Joe), ma ci sarebbero due cosette nella vita che la signora dovrebbe imparare: la prima è che se vuoi fare l’imprenditrice e cacci dal locale me e Gianni Morandi capisci di comunicazione (e di imprenditoria/ristorazione) quanto Cacciari di Peppa Pig. La gente che ti sta sulle palle la puoi respingere da casa tua, non da un locale pubblico, volpe. La seconda è che puoi pure decidere di far cacciare me da una povera ragazzetta incolpevole, ma se sono in compagnia di Morandi che non solo è un signore, ma è anche estraneo alle tue paturnie da vippettina mocciosa e livorosa, ci fai finire i caffè e quando stiamo pagando mi fai dire da qualcuno che la prossima volta posso andare altrove. (so che poi s’è scusata in privato con Gianni dicendo che ce l’ha con me blablabla) Cara Belen, è l’abc dell’educazione nei confronti di Morandi e anche di una cameriera che a 20 anni fa quello che facevi tu (la cameriera) a casa di Lele Mora per garantirti il permesso di soggiorno in Italia, solo che lei la cameriera la fa davvero, non sale sulla macchina del primo calciatore che passa. Purtroppo l’ignoranza è una malattia che il successo non può curare, ne convengo. Chiudo dicendo che poi ho sentito Bastianich e si scusa con me e Gianni e con un interrogativo che non mi ha fatto chiudere occhio: “Con cosa avranno corretto il mio caffè ieri?”.

p.s.: Milano è piena di bei locali, andate altrove così quando le cadranno le chiappe (perché prima o poi cadono a tutti) magari torna a fare la cameriera.”

La vicenda non si è chiusa qui: il Codacons, secondo cui sarebbe stato violato l’art. 187 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ha denunciato il locale di Belen Rodriguez: secondo il codice penale gli esercenti non possono rifiutare le prestazioni del loro servizio senza un legittimo motivo. Ora la vicenda si sarà conclusa? Non ancora, perché il social media manager del Ricci ha deciso di rincarare la dose e di peggiorare la figura già pessima fatta dal locale milanese. L’account ufficiale del Ricci su Instagram, infatti, ha pubblicato la foto di una mucca (dalle cui generose mammelle un uomo è intento a suggere) con il seguente testo: “Cara Selvaggia Lucarelli capisco il tuo rancore per il rimbalzo di ieri e ti ringraziamo per aver scritto e detto .. “Che tanto non ci avresti più messo piede dentro questo schifo di locale”. Cercheremo di sopravvivere comunque”. Firmato Luca Guelfi, uno dei quattro soci del Ricci (assieme a Belen Rodriguez, Joe Bastianich e Simona Miele).