Approvato. La maggioranza regge e approva in Senato l’articolo 2 del ddl Boschi sulla composizione della futura Camera delle Autonomie. I voti a favore sono stati 160, con 86 no e un astenuto. L’assemblea di Palazzo Madama si è riunita eccezionalmente di sabato per completare la discussione dopo il giorno nero del Senato. Ancora fresca la figuraccia del Parlamento per il gesto del senatore verdiniano Lucio Barani che ha mimato un rapporto di sesso orale verso la parlamentare Barbara Lezzi (M5S). Il primo voto dell’Aula, in un clima di tensione, è stato così quello sul centro dell’articolo 2, un emendamento a firma Anna Finocchiaro che – in chiave politica – cristallizza l’intesa all’interno del Pd e – nel merito – introduce un meccanismo di scelta degli elettori per i componenti del nuovo Senato. I sì sono stati 159, i no 93, gli astenuti 3.

Con il ‘sì’ all’emendamento Finocchiaro per 74 voti di scarto riesce la mediazione interna alla maggioranza e saranno i cittadini a designare i futuri senatori al momento delle elezioni regionali e i consigli regionali non potranno prescindere dalle indicazioni degli elettori. A decidere le modalità per la designazione sarà una legge ordinaria approvata successivamente. “Mettiamo così il secondo pilone del nuovo Senato”, ha commentato la presidente Pd della commissione Affari costituzionali Finocchiaro. “Dopo il capitolo sulle funzioni approviamo il capitolo che riguarda la composizione. Io credo che con la giusta fatica e il sacrosanto confronto abbiamo trovato un punto di incontro, necessario, tra la necessità che siano gli elettori ad indicare i consiglieri regionali che saranno senatori, e la necessità che i senatori siano espressione delle istituzioni territoriali. Non è un compromesso al ribasso ma è la conferma che la discussione di merito ha portato ad una ampia condivisione dello spirito e delle ragioni di questa riforma”.

Non mancano però le polemiche sul fronte della minoranza Pd. Non solo l’ex capogruppo Roberto Speranza ha chiesto al presidente del Consiglio di smettere di amoreggiare con personaggi come gli ex berlusconiani, ma anche il senatore Corradino Mineo ha denunciato “le pressioni di Renzi con il taxi Verdini”. “Questo compromesso pasticciato”, ha detto in Aula spiegando il suo voto in dissenso al gruppo, “ha reso possibile una ritrovata unità nel Pd. E questa novità sarebbe la garanzia per un proficuo futuro sforzo riformatore. Io però dico che il compromesso è stato consumato fuori da questa aula e dalla commissione competente. Tagliando completamente fuori, dopo tante belle parole, tutte le opposizioni”. Mineo ha però votato a sorpresa a favore dell’emendamento Finocchiaro sull’elezione dei futuri senatori prevista dal disegno di legge Boschi sulla riforma costituzionale. “Con un presidente del Consiglio che ha fatto fuoco e fiamme – ha commentato Mineo – arrivando a minacciare elezioni anticipate, scelta che non è nelle sue facoltà, ricorrendo al ‘taxi Verdini’ come arma di pressione sulla sua minoranza, raccontando alla pubblica opinione – e lo farà in occasione del referendum – che solo lui vuole le riforme mentre gli altri, secondo lui, perdono tempo per non perdere la poltrona”.