Nei momenti di difficoltà Harry Potter scompariva sotto un mantello che aveva la capacità di renderlo invisibile. Il mago di J.K. Rowling rimarrà sempre fantasia, il suo mantello forse no.

Alcuni scienziati dell’università di Berkeley hanno annunciato di aver eseguito con successo dei test su un indumento ultra sottile, costituito da microscopici blocchi rettangolari in oro, che, come la pelle, si adatta alla forma di un oggetto e lo può rendere indistinguibile alla luce. E’ spesso appena 80 nanometri (un nanometro equivale a un miliardesimo di metro) ed è stato posato su un oggetto tridimensionale con rigonfiamenti e parti aguzze. La superficie del mantello ha ridirezionato le onde luminose riflesse dall’oggetto, rendendolo invisibile.

I ricercatori hanno spiegato che, nonostante nei loro esperimenti abbiano provato il mantello solo su un oggetto minuscolo, la tecnologia che hanno inventato potrebbe essere usata in futuro su cose più grandi, con possibili applicazioni sia militari sia in vari altri campi.

Perchè si possa veramente usare questo tipo di tecnologia dovranno passare ancora tra i 5 e i 10 anni, ha spiegato Xiang Zhang, professore dell’università di Berkeley, California. “Non vediamo grandi ostacoli, ma bisogna fare ancora molto lavoro”, ha detto Zhang, la cui ricerca è stata pubblicata nella rivista Science.