Da piazza Maggiore a Bologna fino a Firenze. A piedi. E’ questo l’invito, accolto ogni anno da migliaia di persone, della Via degli Dei, il percorso che da secoli collega le due città e i loro territori passando per l’Appennino tosco-emiliano. Sono circa 130 i chilometri che nell’era dell’alta velocità e dell’auto a tutti i costi, sempre più escursionisti e amanti della mountain bike scelgono di seguire per assaporare il piacere del viaggio lento, quello praticato dai nostri antenati e poi riscoperto dagli appassionati delle montagne, e quindi divenuto oggi un modo per esplorare in maniera differente il paesaggio che siamo abituati a intravedere ogni giorno, senza soffermarci troppo, dal finestrino di un tram o di un treno.

Sulla Via degli Dei gli uomini marciano dal tempo degli Etruschi, nel VII secolo a.C., ma solo negli ultimi anni, complici una pubblicazione dedicata di Wu-Ming 2 (Il Sentiero degli Dei”, Ediciclo, 2010) e la riscoperta generale delle antiche vie a piedi in tutta Italia, l’itinerario è diventato un polo di attrazione per turisti che arrivano da ogni parte d’Europa, tanto da convincere il comune di Sasso Marconi, nel bolognese, a investire sulla valorizzazione e promozione del cammino. “Il percorso esiste da sempre – spiegano dall’ufficio turistico – ma negli ultimi anni, dopo il libro di Wu-Ming, c’è stato un boom di richieste”.

Un modo diverso per esplorare il paesaggio che siamo abituati a intravedere ogni giorno, senza soffermarci troppo, dal finestrino di un tram o di un treno

Così intorno alla Via degli Dei sono nati un sito e una app, ed è arrivata anche la prima carta escursionistica dettagliata con le tappe e i posti dove dormire e mangiare, che è stata stampata nel 2013 in 2mila copie subito esaurite e ristampata nel 2014 in altre 4mila. “I turisti arrivano dall’Italia, ma anche dal nord Europa, come dalla Germania o dall’Inghilterra” raccontano da Sasso Marconi, che insieme alle amministrazioni toccate dal percorso sta portando avanti iniziative affinché la strada e il territorio dell’Appennino  con le sue tradizioni e i suoi prodotti diventino di interesse nazionale e internazionale.

Proprio la Via degli Dei il 6 settembre sarà al centro di un workshop sul “Camminare lento” che si terrà a Expo. Le origini di questo itinerario però risalgono a molto prima dell’eco-turismo. Dopo gli Etruschi, che per il commercio e il dominio sulla Pianura Padana utilizzavano l’antico tratto che univa Fiesole, vicino a Firenze, a Felsina, l’antica Bologna, furono i Romani, che nel 189 a.C. fondarono la colonia di Bononia, a sfruttare il tracciato per garantirsi un collegamento con Arezzo e con Roma. Sui resti della via etrusca il console Caio Flaminio fece costruire la strada transappenninica chiamata Flaminia Militare, che si continuava a percorrere a cavallo o a piedi nel Medioevo, anche se il lastricato romano, con il tempo ricoperto dalla vegetazione, venne sostituito da una stretta mulattiera.

“I turisti arrivano dall’Italia, ma anche dal nord Europa, come dalla Germania o dall’Inghilterra”

A riportarne alla luce le tracce, alla fine degli anni Ottanta, è stato un gruppo di escursionisti bolognesi, e da allora la Via degli Dei, così chiamata perché attraversa località come monte Adone, di Giove, VenereLunario, è comparsa come scenario del film “Una gita scolastica” di Pupi Avati ed è stata trattata in libri e pubblicazioni dedicati all’escursionismo e al trekking. Fino al 2010, quando i visitatori si sono moltiplicati, e non solo italiani. Nel 2014, prima che inaugurasse il sito dedicato all’itinerario, all’ufficio turistico di Sasso Marconi sono arrivate 9.579 richieste sulla Via degli Dei, mentre tra gli stranieri l’80% di chi contatta il servizio chiede proprio del sentiero tra Bologna e Firenze. “C’è uno zoccolo duro di tedeschi – chiariscono dall’ufficio turistico – ma anche dal nord Europa, da Belgio, Olanda e Francia, e addirittura dall’America. Di solito gli stranieri percorrono gli antichi cammini, come la Francigena, e decidono di attraversare l’Appennino con la Via degli Dei”.

Del resto, il percorso offre un’immersione a trecentosessanta gradi nella natura, nella storia e nella gastronomia italiana, mostrando a chi si mette in marcia panorami incantevoli e luoghi suggestivi, passando dagli archi di San Luca fino alle colline di Fiesole, da cui si può godere della vista di Firenze dall’alto. Le tratte segnalate, percorribili in quattro o più giorni, incontrano paesi e borghi che con la Via degli Dei stanno vivendo una nuova fioritura, e lungo il percorso si può scegliere di dormire in bed & breakfast, presso famiglie o monasteri che mettono a disposizione stanze, scoprendo posti fuori dalle rotte comuni che sono rinati grazie all’eco-turismo, come la fonte al Tegolo, recuperata dagli abitanti della zona di Sant’Agata di Mugello proprio a beneficio degli escursionisti di passaggio.

Lungo il percorso si può dormire in bed & breakfast, presso famiglie o monasteri, scoprendo così posti fuori dalle rotte comuni, rinati grazie all’eco-turismo

 

Tra i punti imperdibili del percorso ci sono l’acquedotto romano di Sasso Marconi e l’oasi di San Gherardo, il monastero di Monte Senario, la Piana degli Ossi con i suoi resti di antiche fornaci romane. Poi il tratto di Pian di Balestra, la vista sulle splendide vallate dal Monte Adone, dove si possono annotare le proprie sensazioni di viaggio su un diario custodito ai piedi della croce, e il Passo della Futa con il più grande cimitero tedesco in Italia con 30mila sepolture risalenti alla Seconda guerra mondiale, fino a castelli, rovine, boschi e abbazie, e infine la discesa e l’arrivo a piazza Duomo a Firenze.

Foto tratte dal sito e dalla pagina facebook della Via degli Dei

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