È sbarcata da pochissimi giorni su Twitter, con un cinguettio che ha mandato in visibilio i suoi tanti fan: “Pari-pa-pum, eccomi qua”, citando Creamy, uno dei cartoni animati di cui ha cantato la sigla.

Cristina D’Avena, perché è ovviamente di lei che stiamo parlando, in poco tempo ha già raggiunto quasi 4mila follower, e da qualche ora è protagonista anche di una curiosa petizione lanciata su Change.org. Tale Massimo, utente di Bari, è il primo firmatario di una richiesta stringata ma accorata, dal titolo “Vogliamo Cristina D’Avena a Sanremo 2016”, destinata alla Rai: “La regina delle sigle dei cartoni animati sarebbe perfetta su quel palco, come cantante, ospite o co-conduttrice. Ha segnato l’infanzia di tre generazioni e continua a farlo. Merita quel palco!”.

Per adesso le firme raccolte sono meno di 500, ma forse è solo perché non ha avuto l’eco che merita. Anche perché effettivamente è strano che sul palco dell’Ariston, dove sono passati letteralmente cani e porci, non ci sia ancora stata la D’Avena. Cristina, amatissima come pochi altri artisti in Italia, è forse vittima del pregiudizio che la circonda (e che in realtà è anche la sua fortuna): può e deve cantare solo sigle di cartoni animati. Punto. E invece la D’Avena è cantante a tutti gli effetti, e magari meriterebbe la chance di cimentarsi in qualcos’altro. Pochi giorni fa, intervistata da Michele Monina su FQ Magazine, la cantante bolognese aveva dichiarato di voler fare altro, magari duettando con Lorenzo Jovanotti.

La petizione di Massimo su Change.org, dunque, può essere uno strumento giusto per portarla su un palco prestigioso, con una partecipazione che sarebbe il coronamento di una carriera non solo dignitosa, ma importante. Anche se c’è da aggiungere che la prima petizione su Change.org, quella originale e con un certo successo anche numerico, è stata quella lanciata da All Music Italia.

Quale che sia la petizione da firmare, resta l’obiettivo finale: portare Cristina a Sanremo. Perché per molti i cartoni animati saranno anche robetta per bambini, ma almeno due generazioni di italiani la pensano diversamente e vedono in Cristina D’Avena il simbolo di talento di una fase indimenticabile della loro vita.