Le sue curve sinuose avvolte in uno strettissimo abito rosso sono il simbolo di Amarcord, uno dei capolavori cinematografici di Federico Fellini. E Magali Noël, morta oggi alle soglie degli 84 anni, è stata una delle muse del grande cineasta riminese. In Amarcord, premio Oscar come miglior film straniero nel 1975, interpretava La Gradisca, uno dei personaggi più sensuali della storia del cinema italiano. Una sensualità greve, di provincia, fatta di fianchi larghi perennemente ondeggianti e amplessi appassionati. Magali Noël pochi anni fa aveva raccontato come era andato l’incontro con Fellini: “Mi ha fatto andare a Cinecittà senza spiegarmi nulla del ruolo. Poi il costumista Danilo Donati mi avvolse in una enorme coperta di lana e Federico mi disse che dovevo solo fare smorfie e ammiccare”.

“Signor Principe, GRADISCA”, sibila in un romagnolo intriso di sensualità sotto le lenzuola del Grande Hotel di Rimini, mentre in sottofondo si sente la colonna sonora celeberrima firmata da Nino Rota. Anche solo in quelle poche parole c’era tutta la carica erotica di un personaggio che per Fellini non era solo di celluloide. Il regista si era ispirato a una donna realmente esistita, uno dei sogni erotici della sua adolescenza, una donna bella e procace che all’uscita del film addirittura lo denunciò, salvo poi perdonarlo qualche tempo dopo. Perché di passare per mangiatrice di uomini di provincia, la “vera” Gradisca non ne aveva voglia. Magali Noël, invece, aveva interpretato il personaggio con una passione molto felliniana, tratteggiando sul grande schermo la figura quasi mitologica che il regista aveva conservato nella sua memoria.

L’attrice francese aveva già lavorato con Fellini in La Dolce Vita e nel Satyricon, e in Italia era arrivata negli anni Cinquanta, interpretando pellicole non certo indimenticabili. E pensare che veniva dal cinema francese, da René Clair e Jean Renoir. Ma la Mecca del cinema all’epoca non era solo Hollywood, e in riva al Tevere arrivavano le grandi star di tutto il mondo per far cinema con gli italiani, che di settima arte ne sapevano a vagonate. Un film con Totò, altri diretta da Mastrocinque e Emmer, e poi l’incontro con Fellini. La Noël aveva una fisicità molto felliniana, e non poteva certo passare inosservata agli occhi attentissimi del maestro. Dopo la fase italiana, aveva continuato a recitare e cantare in Francia, mantenendo una discreta notorietà, ma il suo viso, la sua immagine e i suoi fianchi resteranno associati per sempre alla Gradisca, femme fatale come non ne fanno più.