Scendendo in macchina da Milano a Roma ho notato, provenienti dalla corsia opposta, decine di bisarche cariche di Jeep Renegade di tutti i colori, tra cui spiccava un bellissimo arancio. L’altro giorno a Bruxelles sono usciti i dati di immatricolazione in Europa nel mese di maggio ed effettivamente Jeep, grazie alla Renegade, ha triplicato le vendite rispetto allo scorso anno, con quasi 36mila vetture consegnate nei primi cinque mesi. Segno che la capacità produttiva della fabbrica di Melfi (1400 unità al giorno) sta arrivando a regime e che i concessionari europei hanno un congruo portafoglio di ordini inevasi.

Con oltre 4mila consegne mensili (più della metà del totale Jeep), la Renegade si è inserita stabilmente tra i crossover compatti più venduti, anche se Renault Captur e Peugeot 2008 rimangono di gran lunga i ‘bestsellers’ della categoria. Bisogna tuttavia tener conto della ‘sorella’ della Renegade, la Fiat 500X, che grazie al buon andamento del mercato italiano, in Europa vende circa 6mila unità al mese, un’ottima performance, ottenuta tra l’altro a un prezzo medio di circa 24mila euro per la versione diesel a due ruote motrici, di poco inferiore a quello della Mini Countryman.

Devo confessare che a me la Renegade non piace, anzi la trovo bruttina, ma evidentemente per un marchio come Jeep un tocco di ‘ugliness’ non stona affatto, mentre penso che la 500X abbia linee più equilibrate e sia molto carina, sia dentro che fuori. In ogni caso, è proprio nella complementarietà tra i due modelli che risiede la causa dell’incrementalità dei rispettivi volumi. E’ stato fatto davvero un bel lavoro in termini di design, direi sorprendente alla luce della condivisione di componenti.

E queste sono buone notizie per Melfi, che ha toccato quest’anno il record occupazionale raggiungendo un organico di 7.474 lavoratori di cui 1.550 nuovi assunti nell’anno in corso. I volumi previsti per il 2015 faranno segnare il secondo livello più alto nella storia dello stabilimento, pari a circa 400mila unità.

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