Una regia trazzera di epoca borbonica rimessa in sesto per collegare Palermo e Catania. Il costo? Trecentomila euro, soldi provenienti dagli stipendi dei 14 deputati regionali del Movimento Cinque Stelle. Dal crollo del viadotto Himera, sull’autostrada 19 che collega le due principali città siciliane, sono passati due mesi e nonostante gli annunci i lavori per ricostruire il ponte non sono ancora partiti. Un vero e proprio guaio che nei fatti spezza in due la Sicilia: per raggiungere Catania da Palermo bisogna in pratica arrampicarsi sulle Madonie, imboccando la statale 626, e attraversare Polizzi Generosa, il piccolo centro dal quale partirono i genitori del regista Martin Scorsese. Una deviazione che allunga di quasi un’ora i tempi di percorrenza per coprire i 200 chilometri che separano le due città siciliane. La strada finanziata dai deputati del M5s dovrebbe fare risparmiare circa mezz’ora ai conducenti che costretti ad attraversare l’isola quotidianamente. “Abbiamo accolto con grande piacere l’appello lanciato a mezzo stampa del comitato civico di Caltavuturo che ricercava finanziatori per fare diventare una vera strada la vecchia regia trazzera che due ditte locali hanno riportato in vita per disperazione in questi giorni a proprie spese” ha annunciato il deputato regionale M5s Salvatore Siragusa.

“Il fondo della strada, però, è realizzato con materiale da cava compattato – continua – e si è andato via via consumando, per cui andava risistemato. Progetto e autorizzazioni già ci sono. I soldi li metteremo noi”. In totale – per circa un chilometro di asfalto, guard rail e semafori – saranno spesi 300mila euro, detratti dal fondo creato dai deputati pentastellati che dal giorno dell’elezione si sono “tagliati” gli stipendi fino a 5mila euro lordi al mese. “Se siamo costretti a rimettere in piedi una regia trazzera del 1800 per garantire, peraltro a spese nostre, la continuità territoriale in Sicilia, questo la dice lunga su chi ci amministra”, attaccano i deputati del Movimento Cinque Stelle.

Il crollo del ponte Himera infatti ha portato allo scoperto tutti i limiti infrastrutturali dell’isola, dove la viabilità alternativa alle tre principali autostrade è rappresentata da statali crollate e vecchi sentieri creati prima dell’Unità d’Italia. Nel frattempo sono dovuti passare due mesi perché in gazzetta ufficiale venisse pubblicata l’ordinanza della protezione civile per l’emergenza: ammonta a 9 milioni e 350 mila euro il fondo per i primi lavori urgenti. “A due mesi dal cedimento del pilone dell’autostrada Palermo-Catania, i lavori non sono ancora iniziati. E’ solo questo che conta di fronte all’insostenibile peso del percorso alternativo”, lamentano i vertici della Coldiretti siciliana, mentre dai piani alti di Confindustria si muovono per lanciare una class action contro l’Anas. “Le risorse per i lavori le troveremo perché è assolutamente indispensabile ripristinare questa opera nel più breve tempo possibile” aveva detto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, arrivato in Sicilia subito dopo il crollo del viadotto. Due mesi dopo i lavori non sono neanche iniziati.