Caro signor Quentin Tarantino “uscire dalla crisi non è facile. Anche lei ci prestasse il suo mister Wolf, neppure lui riuscirebbe da solo a risolvere tutti i problemi”. Caro signor presidente Sergio Mattarella, penso che aprire il Quirinale tutti i giorni alle visite dei cittadini per farne realmente la “casa degli italiani” è una “wonderful idea”. E’ lo scambio di battute tra il presidente della Repubblica e il regista americano, presenti al Quirinale per l’assegnazione dei premi David di Donatello. 

Mattarella ha citato una delle pellicole più famose di Tarantino. Interpretato da Harvey Keitel, mister Wolf è il personaggio del film Pulp Fiction che si presenta con la frase: “Sono mister Wolf e risolvo i problemi”. Pulp Fiction valse al regista la Palma d’oro a Cannes e nel 1995 l’Oscar per la miglior sceneggiatura. Tra gli interpreti John Travolta, tornato alla ribalta proprio con quest’opera dopo un periodo di eclissi, Uma Thurman e Samuel L. Jackson.

Intercettato dai cronisti al termine della cerimonia, Tarantino ha dichiarato: “E’ stata una sorpresa per me, non era assolutamente un dialogo preparato. Ho fatto 14 ore di aereo per essere qui, l’ho fatto per i miei fan italiani. Da ragazzo – ha detto il regista – ero attratto dal cinema italiano e con questo riconoscimento oggi si chiude un cerchio”.

Quentin Tarantino si può dire uno dei fondatori del genere Pulp. E in tutti i suoi film ci sono continui richiami al cinema d’autore. Primo tra tutti quello italiano, in particolar modo i film di Sergio Leone, che Tarantino non ha mai nascosto di apprezzare. Ma anche Sergio Corbucci. Django Unchained ad esempio, rimanda al suo Django, datato 1966 e avente il volto di un Franco Nero allora venticinquenne. Non solo spaghetti western, Tarantino apprezza anche la commedia all’italiana di Sergio Martino e Mariano Laurenti o le pellicole in cui recitava Gloria Guida o Edwige Fenech.

Quanto al nuovo film The Hateful Eight, Tarantino ha detto che dovrebbe uscire “a dicembre negli Stati Uniti, mentre in Europa dovrebbe arrivare all’inizio del 2016″. E c’è ancora spazio per il cinema italiano: “Anche questo nuovo film è vicino ai western all’italiana più che a quelli di John Ford però non fraintendetemi non è che io voglia scimmiottare i western all’italiana. Io faccio film alla mia maniera”, ha concluso il regista.