A processo per furto di foto e dati personali dei vip: stando al decreto di citazione firmato dal pm di Milano Grazia Colacicco, Selvaggia Lucarelli, Guia Soncini e Gianluca Neri (alias Macchianera) avrebbero avuto accesso “abusivamente” agli account di posta elettronica di alcuni personaggi famosi, dopo essere riusciti a ottenere codici e password. Come riporta il sito Giustiziami, i tre sono stati rinviati a giudizio e il processo inizierà il prossimo 19 giugno, a Milano.

Al centro delle indagini ci sono 191 fotografie scattate durante la festa per il 32esimo compleanno di Elisabetta Canalis nella residenza di George Clooney sul lago di Como. Gli imputati, una volta entrati in possesso delle immagini, avrebbero tentato di venderle a un noto settimanale non riuscendo però a chiudere l’affare. Quanlcuno avrebbe infatti avvisato la stessa Canalis: è stata lei a sporgere denuncia al commissariato Garibaldi/Venezia.

Nel capo d’imputazione consultato da Giustiziami si legge che “al fine di procurare a sé o ad altri un profitto consistente nella vendita di fotografie e di informazioni o conversazioni personali di cui erano venuti a conoscenza o comunque al fine di arrecare danno a Elisabetta Canalis e alle persone di seguito indicate, si procuravano, rispondendo alla domanda segreta per la password, i codici di accesso dell’indirizzo di posta elettronica di Federica Fontana, Mara Povoleri (Mara Venier, ndr), Sandra Bullock, Scarlett Johansson e altri”. I capi di imputazione per i tre sarebbero concorso in intercettazione abusiva, detenzione e diffusione di codici di accesso (unica accusa non contestata a Selvaggia Lucarelli), accesso abusivo a sistema informatico, violazione della privacy, reati in alcuni casi aggravati dall’aver tentato di guadagnarci.

Selvaggia Lucarelli ha commentato il rinvio a giudizio sulla sua pagina Facebook: “Leggo titoli fantascientifici su un processo legato a una vecchia indagine che purtroppo mi ha coinvolta nel 2011 e di cui spesso ho parlato a amici e giornalisti in questi anni, senza alcun problema. Tutto quello che è accaduto è che io all’epoca mi sono vista recapitare le foto di un compleanno della Canalis a casa Clooney. Non ho mai chiesto e ricevuto un euro da nessun giornale, rivista o editore, né per quelle foto né per qualsiasi altra foto o notizia in altri periodi. Non c’è mai stata neanche alcuna trattativa che mi abbia riguardata”.

Leggo titoli fantascientifici su un processo legato a una vecchia indagine che purtroppo mi ha coinvolta nel 2011 e di…

Posted by Selvaggia Lucarelli on Giovedì 28 maggio 2015

Gianluca Neri ha invece scritto un lungo post sul suo sito usando nomi di fantasia (ma facilmente riconoscibili): “Perché ho quelle foto? – scrive il blogger – Lo dico subito agli agenti e lo ripeterò successivamente in questura: parecchi mesi prima le trovai in un file zip condiviso da qualcuno su 4chan, in un periodo in cui era un pullulare di frequentatori del sito che condividevano e-mail, documenti e foto di svariate personalità hollywoodiane che avevano in qualche modo hackerato. Nella fattispecie, il link su cui io avevo cliccato faceva parte di uno stralcio di una e-mail che la showgirl Fernanda Sorgente aveva inviato alle proprie amiche allegando una larga quantità di foto scattate appunto presso la villa Gelsomina in occasione del compleanno della sua amica e collega Emanuela Banalis in compagnia del suo fidanzato nonché padrone della villa, il famoso attore Giorgio Clone“. Guia Soncini, attualmente in promozione con il suo libro, tace.

E, secondo quanto riportato sempre da Giustiziami, dalle 600 pagine dell’indagine condotta dal pm Grazia Colacicco risulta uno scambio di sms tra Gianluca Neri e Selvaggia Lucarelli: “Habemus Mara”, esulta Neri e la Lucarelli risponde: “Voglio tutti i suoi scheletri in fila”. La “Mara” in questione è la Venier, una delle parti offese (anche se non ha presentato denuncia). Nella ricostruzione della procura, dunque, Guia Soncini e Selvaggia Lucarelli avrebbero avuto rapporti indipendenti con Gianluca Neri, “deputato” al reperimento dei codici di accesso e delle password necessarie a violare i dispositivi dei vip. Intanto, continua Giustiziami, la Canalis dà l’impressione di voler mantenere un basso profilo nella vicenda, almeno stando alla nota diffusa dai suoi legali:  “La nostra assistita è stata informata della diffusione non autorizzata e della probabile offerta in vendita ad una rivista di settore di alcune fotografie scattate in luoghi privati e mai autorizzate. Si è pertanto rivolta alle autorità per tutelare la propria riservatezza”.