C’è chi lo ha ribattezzato “l’Expo etico”. Non a caso, uno dei più grandi eventi che vede protagonista Milano durante l’Esposizione Universale si è scelto di organizzarlo lontano dai padiglioni di Rho Fiera. È la World Fair Trade Week, la settimana mondiale del commercio equo e solidale. Dal 22 al 31 maggio Milano è capitale del “fair trade”, seguendo le orme di Rio de Janeiro (che lo è stata nel 2013) e cedendo poi il testimone a Nuova Delhi (prossima protagonista nel 2017), con l’evento clou, il Milano Fair City, in programma da venerdì 29 maggio. Largo dunque a produttori e agricoltori da tutto il mondo. Il loro obiettivo? Raccontare – e fare assaggiare – prodotti nati da una filiera commerciale virtuosa: nessuno sfruttamento per il lavoratore, nessun rischio per il pianeta. “Il commercio equo e solidale è la prova che fare commercio senza sfruttamento è possibile e porta reali benefici – racconta Alessandro Franceschini, presidente di Agices-Equo Garantito – Per questo siamo a Milano proprio nel periodo di Expo”.

Al centro non solo cibo e artigianato, ma soprattutto la dignità del lavoro e la salute del pianeta. Oltre agli organizzatori – WFTO e Agices-Equo Garantito – e alla collaborazione del Comune di Milano, tante le sigle che i consumatori attenti hanno imparato a riconoscere: da Altromercato a Cooperativa Chico Mendes ma anche Associazione botteghe del mondo e Equomercato. Un’occasione per dare voce ai rappresentanti di migliaia di comunità di artigiani e agricoltori di Asia, America Latina e Africa che tentano di riscrivere le regole del commercio secondo la logica della sostenibilità. Incontri ed eventi che trasformeranno diverse location del capoluogo lombardo in padiglioni dove curiosare tra cucine etniche e artigianati esotici, saziando vista e palato.

Evento principale sarà Milano Fair City, la prima fiera mondiale del commercio equo e solidale che si svolgerà alla Fabbrica del Vapore (in via Procaccini 4) fino a domenica 31 maggio. Un mercato al coperto con 250 stand in rappresentanza di 3mila realtà produttive e oltre un milione di lavoratori. E nelle stesse sale dove i produttori venderanno quel che hanno intagliato o coltivato con le loro mani, si troveranno punti ristoro, eventi culturali, e laboratori di cucina o su di spezie e cioccolato. Il tutto completamente gratuito. Tra le novità di quest’anno, alla Milano Fair City farà il suo ingresso il “domestic fair trade”, prodotti italiani realizzati rispettando le caratteristiche dell’equo e solidale, come scarpe costruite con materiale di risulta o i biscotti cucinati da cooperative di produzione carceraria.

Oltre alla fiera alla Fabbrica del Vapore, dal 22 al 24 maggio si è tenuto il Fair&Ethical Fashion show, il primo salone internazionale della moda etica in Italia. Un’occasione per proiettare “The True cost”, docufilm di Andrew Morgan, presentato in anteprima al festival di Cannes, sull’impatto sociale e ambientale della moda. Cornice della settimana, la cucina: fino a domenica prossima, infatti, 29 ristoranti milanesi, hanno scelto di proporre piatti, menù e aperitivi preparati con ingredienti del commercio equo. E qualcuno sarà stupito, entrando al noto Pasta Madre, nel vedere le tradizionali arancine siciliane confezionate con riso rosso thailandese.

Ma la World Fair Trade Week non è solo un grande mercato solidale. Parallela a questa settimana di eventi prederà corpo il Fair Trade Symposium, incontro dove ricercatori internazionali si confronteranno sull’analisi di nuovi modelli teorici sul commercio equo, mentre in apertura si è tenuta la “Wfto biennal conference” per stabilire nuove strategie per diffondere questo modello produttivo. “L’assemblea Wfto di quest’anno ha avuto un ingrediente in più rispetto alle precedenti: l’orgoglio di poter guardare in direzione dell’Expo – dice Giorgio Dal Fiume, presidente di Wfto Europe – rivendicando che il luogo migliore dove trarre esempio per ‘nutrire il pianeta’ è qui a Milano. Ma non è l’Esposizione Universale”.