Tagli di capelli “da omosessuali” e “adoratori del diavolo”. Con queste parole Teheran ha vietato alla popolazione maschile iraniana acconciature ritenute troppo simili allo stile occidentale e contrarie, invece, alla condotta islamica. Per gli uomini, divieto assoluto anche rispetto a tatuaggi e lampade abbronzanti e sopracciglia rifatte: tutti segnali di una condotta contraria ai dettami dell’Islam. È questa l’ultima stretta sui costumi importati dall’Occidente imposta dall’Iran. Le autorità di Teheran, in vista dell’estate, hanno infatti deciso di intensificare le repressioni della condotta dei suoi cittadini. Obiettivo dichiarato: impedire che gli uomini abbraccino un look troppo simile allo stile occidentale.

La conferma è stata data dal presidente dell’unione iraniana dei barbieri, Mostafa Govahi, all’agenzia iraniana Isna. Sembra infatti che sia stata consegnata ai negozianti la lista delle acconciature e dei tagli off-limits. Tra queste, primeggiano i tagli a spazzola. Ma le preoccupazioni sono aumentate, riporta il quotidiano inglese The Guardian, quando le autorità hanno minacciato la chiusura dei negozi e la revoca della licenza dei barbieri che non rispetteranno l’ordinanza. Più dettagliato quanto detto da Govahi alla televisione di opposizione Manoto, dove il presidente dell’unione dei barbieri racconta come a tutti gli esercenti sia stato chiesto di evitare i “tagli di capelli da omosessuale”, pur non specificando ulteriori dettagli sul tipo di acconciature considerate gay. “Anche tatuaggi, lettini solari e sopracciglia rifatte sono vietate agli uomini – racconta Govahi secondo l’emittente inglese Bbc – Il motivo? Violano apertamente il sistema islamico”.

Sempre più giovani iraniani provano a vivere seguendo costumi moderni. Fino ad arrivare all’estremo opposto, come la pagina Instagram Rich Kids of Tehran, profilo che meno di un anno fa aveva fatto polemica mostrando foto di macchine di lusso, ragazze in abiti all’occidentale e sfarzo degno di serate hollywoodiane. Immagini con protagonisti alcol e abbigliamento “moderno” che sembra avessero portato il governo a bloccare l’account. Ma, estremizzazioni dei costumi a parte, secondo il The Guardin il presidente iraniano Hassan Rouhani si è apertamente espresso contro questi divieti, sottolineando come il dovere della polizia sia quello di applicare la legge, non di fare rispettare i dettami dell’Islam. Parole inefficaci, nel momento in cui le forze di polizia in Iran agiscono direttamente sotto il controllo della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei.

Quello dei tagli fashion è solo l’ultimo dei divieti in terra iraniana. Nel 2011 sono state imposte conseguenze penali ai tipografi che avrebbero stampato “Valentine’s day card”, ovvero biglietti per festeggiare la festa degli innamorati. San Valentino, infatti, era stata vista come una festa non conforme al codice di condotta islamico. Per le donne, invece, già da cinque anni è stata bandita la coda di cavallo mentre le acconciature maschili avevano già visto un divieto nell’utilizzo del gel. E i pollici versi non sembrano destinati a finire. Riporta il The Guardian come recentemente un gruppo di estremisti della città nord occidentale di Qazvin abbia chiesto di vietare la ceretta per le donne. Gli estremisti, inoltre, si dicono particolarmente preoccupati rispetto alla depilazione delle parti intime femminili.