di Carblogger

Ci siamo forse troppo abituati a leggere la storia manageriale di Marchionne attraverso una lente italiana e una lente americana. Polvere con la prima, altare con la seconda. Le recenti assunzioni nella fabbrica di Melfi dopo il lancio di due nuovi prodotti validi come Fiat 500X e Jeep Renegade hanno un po’ riequilibrato la messa a fuoco. Ma in attesa degli ormai prossimi botti in borsa con la quotazione separata di parte della Ferrari  (senza contare le indiscrezioni alimentate da Fca per un futuro accordo con Gm negato però dalla Ceo Mary Barra), l ‘America ci ha fornito in queste ultime settimane un dato nuovo sull’operato del manager dall’altra parte dell’Atlantico. Una bocciatura.

Di che si tratta? Il primo giudizio negativo per Marchionne è venuto da J.D. Power, il potente centro studi dalla parte dei consumatori. Nell’ultimo report sull’affidabilità delle vetture vendute negli Stati Uniti, il marchio Fiat risulta essere il peggiore, con 273 problemi ogni 100 veicoli. Terz’ultimo è Jeep con 197, Dodge con 192, Chrysler con 173, tutti sotto la media di 147 a eccezione di Ram che si ferma a 134.

Il secondo giudizio negativo è venuto da un altro report firmato dall’Epa, l’agenzia governativa statunitense che si occupa di protezione dell’ambiente. Fiat Chrysler, in buona (anzi pessima) compagnia, ha nell’insieme i prodotti meno efficienti in termini di emissioni rispetto alla concorrenza, come abbiamo qui già raccontato. Aspettando la prima ibrida del gruppo nel 2016 e ascoltando le lamentele di Marchionne su quanti soldi perde ogni volta che vende in California una Fiat 500 elettrica. Tutto questo a fronte di un aumento del 7% delle vendite Usa del marchio Fiat nel 2014, con l’introduzione della 500L che ha compensato il calo della 500.

Ma è quel che non compare nelle classifiche a essere forse ancora più grave. Che tipo di cultura manageriale Marchionne coltiva e trasmette nel settimo gruppo mondiale dell’auto, se questi sono i risultati su temi chiave dell’industria automotive come affidabilità e sostenibilità?

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