Saul Dibb, regista e sceneggiatore britannico noto per aver diretto Keira Knightley in La duchessa, torna dietro la macchina da presa per Suite francese, l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Irène Némirovsky, pubblicato postumo nel 2004, a più di sessant’anni dalla sua stesura.

Ambientato nella Francia del 1940, nei terribili anni della Seconda Guerra Mondiale, il film racconta la storia di Lucile Angellier, a cui presta il volto la splendida Michelle Williams, che nell’attesa di ricevere notizie del marito prigioniero di guerra, vive un’esistenza soffocante insieme alla suocera, donna dispotica e meschina, interpretata da Kristin Scott Thomas. La sua vita verrà stravolta non appena i parigini in fuga si rifugeranno nella cittadina dove vive, che di lì a pochi giorni sarà invasa dai soldati tedeschi. Un evento traumatico certo, che però le farà incontrare Bruno, un raffinato ufficiale tedesco assegnato alla loro abitazione e, per quanto Lucile tenti di ignorare la sua presenza, ben presto non riuscirà a frenare la passione che si scatena tra i due.

La pellicola è l’adattamento del romanzo, pubblicato postumo nel 2004, a più di sessant’anni dalla sua stesura

La storia che vive dietro la pubblicazione del libro è di per sé tragica, quanto avvincente. Il romanzo fu ritrovato da Denise Epstein, figlia della Némirovsky, molti anni prima che iniziasse la produzione del film e circa mezzo secolo dopo che sua madre venisse deportata dai nazisti e morisse di tifo ad Auschwitz nel 1942. La scrittrice aveva affidato i suoi quaderni a Denise e a sua sorella Elisabetta, che morì nel 1996, ma pur custodendo quelli che la ragazza pensava fossero i diari della madre, non li lesse fino agli anni ‘90, quando iniziò faticosamente a trascrivere quelle che si rivelarono poi essere le prime due parti di un romanzo. La Epstein consegnò il libro a un editore e le due novelle furono pubblicate in Francia con il titolo che porta oggi anche il film, in uno dei romanzi più famosi d’Oltralpe negli ultimi 10 anni.

“È una sensazione straordinaria quella di aver riportato in vita mia madre” ha affermato Denise Epstein, “Dimostra che i nazisti non sono veramente riusciti a ucciderla. Non è vendetta la mia, ma è una vittoria”. E l’affascinante storia della Némirovsky vivrà anche sul grande schermo grazie a Dibb che ha visto in questo adattamento anche un modo per onorare la Epstein, come lui stesso ha affermato “Denise non voleva ricordare le difficoltà del suo passato, né tantomeno la morte di sua madre, ma alla fine, ci si rende conto che questo libro è sopravvissuto e che è diventato un bestseller tale che, come dice Denise, è un vero trionfo”.

Il romanzo fu ritrovato da Denise Epstein, figlia della Némirovsky, circa mezzo secolo dopo che sua madre morisse ad Auschwitz

Dibb, che ha scritto la sceneggiatura a quattro mani insieme a Matt Charman, ha deciso di costruire il cast intorno alla Williams, scelta fin dall’inizio per interpretare la protagonista, affiancata, oltre che da Kristin Scott Thomas anche da Sam Riley, Ruth Wilson, Lambert Wilson e dall’astro nascente Margot Robbie, conosciuta dal grande pubblico al fianco di Di Caprio in The Wolf of Wall Street e ora protagonista di Focus con Will Smith. “Michelle Williams è un’attrice eccellente”, ha dichiarato il regista “volevo qualcuno che fosse in grado di trasmettere in modo sottile cosa significa vivere in uno stato oppresso. Michelle ha un’anima discreta e sa immergersi completamente nel contesto entrando totalmente nel personaggio”.

Presentato il 5 novembre dell’anno scorso all’American Film Market, il film arriverà anche in Italia il 12 marzo grazie a Videa e, l’8 marzo, per la Festa della Donna, sarà proiettato in anteprima a Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Brescia, Napoli e Firenze, occasione in cui le spettatrici potranno ricevere una copia del romanzo edito da Newton Compton.

La clip in esclusiva per il Fatto.it

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