Per molti sono stati un cult generazionale. Dallo psichedelico “Pasto nudo” di William S. Burroughs al poema “Urlo” di Irwin Allen Ginsberg, un’acrobazia allucinatoria in versi. Sono gli autori della Beat Generation, il movimento artistico che ha affasciato il mondo con il suo rifiuto delle norme e del materialmente espresso con uno stile sperimentale, legato anche all’uso di droghe e alcol. Per chi ha amato i loro versi, ora sarà possibile ascoltare la voce di questi maestri nel più grande archivio di autori Beat mai realizzato. Oltre 5mila ore di registrazioni audio messe a disposizione dall’Università di Naropa, fondata in Colorado da Chögyam Trungpa, un insegnante di buddismo tibetano. Ex studente di Oxford e poi fondatore dell’ateneo nel 1974, Trungpa ha scelto di creare quello che lui stesso ha definito una “scuola americana ispirata al buddismo”. È chiamata “educazione contemplativa” e vuole essere una sintesi del pensiero occidentale e di quello orientale. Grande spazio lasciato al dibattito, e sono proprio le discussioni e i laboratori avuti nel corso degli anni con gli scrittori Beat ad essere stati classificati e resi disponibili al pubblico di internet.

Oltre ai due maestri più noti della Beat Generation, per le aule dell’università del Colorado sono passate anche la potente penna femminile Anne Waldman, l’italo americano Gregory Corso (sua la celebre frase “il Beat è qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato”). Ma non sono mancati anche lezioni e corsi di scrittura del buddhista Philip Whalen o interventi di Lawrence Ferlinghetti, l’editore che ha creduto nella rivolta beat pubblicando i loro capolavori letterari, e finendo in prigione nel 1956 accusato di oscenità per aver stampato “Urlo” di Ginsberg.

Non sarà quindi più necessario essere iscritto a questa università per partecipare a queste lezioni illustri. Entrando nella piattaforma online dell’archivio poetico è infatti possibile ascoltare gratuitamente le 5mila ore di letture, conferenze, spettacoli, seminari e workshop registrati in accademia durante gli anni. “Gli scrittori beat sono intervenuti direttamente sulla cultura” spiega Anne Waldman in un’intervista sul suo libro “Beats a Naropa”. “Non si voleva solo offrire il solito laboratorio di scrittura – continua l’autrice – ma leggere, pensare e commentare insieme. Gli scrittori della Beat Generation sono stati anche eccezionali attivisti politici e culturali, traduttori, buddisti, attivisti ambientali, femministi e veggenti. C’è una grande storia leggendaria in questa università”.

Sfogliando l’archivio digitale non si scova solo Ginsberg a leggere le sue poesie accanto alle lezione letterarie di Burroughs. Se si continua nella ricerca, si potrà trovare una varietà di personalità “Beat” che in quel periodo hanno insegnato l’arte della scrittura all’Università di Naropa con workshop informali e seminari. Un patrimonio ora a disposizione di chiunque abbia voglia di scaricarlo: l’arte letteraria degli anni Settanta, a portata di click.