Giura di dire la verità. E stavolta è quella buona. L’ultima versione di Carolina Tana è il capitolo finale di un libro lungo una vita fatto di traumi e vessazioni, che finalmente si chiude. Oggi gli anni sono 31, ma la ragazzina della Roma bene salì, ahilei, agli onori della cronaca quando, ancora adolescente, accusò il padre di molestie sessuali prima in tribunale, poi ancora da minorenne con un libro autobiografico. Il papà era, ed è, Alberto Tana, ex presidente della Borsa Valori, si dice vicino a Giulio Andreotti, figura di spicco dell’alta borghesia romana. L’eco di giornali e tv fu amplissimo. L’uomo venne assolto dalla giustizia ordinaria, querelò testate ed editori, ma psicologicamente fece fatica a riprendersi. Carolina invece attese ancora un po’. Diventata grande ha cercato la libertà per sé. Poi ha intrapreso la strada della verità. E ora nel volume in uscita per Alpes, Giuro di dire tutta la verità, nient’altro che la Verità, spiega cos’è realmente successo quando era un’adolescente soggiogata dalla cattiva madre. “Lo so, lo capisco dopo quello che ho detto in tribunale e su quella biografia scritta quand’ero minorenne la mia credibilità non esiste più”, spiega Caterina Tana a FQ Magazine. “In questo mio nuovo libro però racconto tutta la verità, la mia verità. Elenco fatti inoppugnabili, come quello di aver denunciato mia madre per ciò che mi ha fatto e costretto a fare quand’ero piccola. E soprattutto è il mio regalo personale a mio padre, un modo per togliergli il fango gettato addosso in questi anni”.

Lei, la mamma bugiarda e machiavellica, è la signora Aurora Pereira Vaz che all’inizio degli anni ottanta incontra e sposa a Roma Alberto Tana all’apice della carriera. Pare che la donna si spacciasse come principessa, o figlia del governatore dell’Angola. Menzogne. Eppure la sua bellezza mozzafiato cancella tutte le balle. Solo che il carattere le fa difetto. La vita tra lei e Tana è subito un inferno. La nascita di Carolina, a Ginevra, nell’ospedale e con l’ostetrico che ha fatto nascere il figlio della Loren, aggiunge ulteriore tragicità alla vita di coppia. I due distruggono piatti e arredamenti di casa a forza di liti e arriva il divorzio. La donna però vuole tutto per sé e, come racconta Caterina nel libro, prima di trasferirsi a Milano con lei, fa razzia perfino del caminetto di marmo. Il nuovo compagno di Aurora si chiama Danilo Chemello. Un ricchissimo industriale, miliardario, di Vicenza. Inizia una vita dal lusso sfrenato. Hotel cinque stelle tra Cannes, Gstaad e Londra. Siamo nel 1992. E’ l’anno del diabolico piano per costringere la bambina ad accusare di molestie suo padre (detto “il mostro”).

Una volta assolto dal tribunale (“perché ha i giudici amici”, urlava la Vaz su Repubblica all’epoca) Alberto Tana viene gambizzato in pieno giorno (1996) e poi ancora diviene oggetto di uno strampalato piano dell’ex coniuge in collaborazione con alcune forze dell’ordine corrotte per mettergli in macchina riviste pedopornografiche e droghe pesanti a cui segue una controdenuncia dell’uomo contro la Vaz e il neo marito. “Mia madre e il suo nuovo compagno mi costrinsero a dire quello che volevano loro. Quando si è bambini si è puri ed innocenti”, continua l’autrice del libro. “Ho subito una violenza psicologica pazzesca. Da adolescenti non si ha la forza fisica sufficiente per reagire e magari fuggire. La malvagità di mia madre era pane quotidiano. Sapete come andò prima dell’udienza contro mio padre in tribunale? Mi fecero il lavaggio del cervello e dichiarai pubblicamente il falso, ero come un burattino nelle sue mani e del suo avvocato”. Tra il 1999 e il 2000 vengono pubblicate le memorie scandalo della minorenne figlia di Tana, all’epoca veniva chiamata “Anna”.

L’editore è Pironti, e il libro l’ha scritto ovviamente un ghost writer: “Ci credette tutta la stampa nazionale – continua Carolina Tana – nessun giornalista tra i più blasonati di tv e giornali del nostro paese si pose mai la questione se quello che dicevo fosse comprovato da dati oggettivi. Pensavano solo allo scoop. L’unico che ebbe dei dubbi fu Maurizio Costanzo. Andai anche a Tempi Moderni da Daria Bignardi a cui oggi ho rivolto un appello per raccontare la mia verità da adulta, ma non mi ha voluto”. Alberto Tana querela tutti. Mentre l’inferno di Carolina appena diciottenne sballottata in ogni angolo d’Europa, in fuga a Roma a fare la commessa, poi di nuovo riacciuffata e costretta dalla madre ad accoppiarsi con un ricco uomo più vecchio di lei di 30 anni, continua: “Sembra un film di fantascienza. La mia storia mostra che si può avere una famiglia in condizioni agiate ma vivere malissimo. Ora ho 31 anni e in modo un po’ egoistico, dopo un percorso importante di psicoanalisi, ho deciso che questo capitolo va chiuso definitivamente”.

Per strada rimangono un fratellastro e una sorellastra che la Vez – la seconda non è mai stata partorita! – ha avuto da Chemello e una serie di procedimenti penali aperti in Francia per l’ex principessa d’Angola e il compagno vicentino da far rabbrividire: maltrattamenti per la figlia piccola; un altro tentativo di ricatto ad un industriale; e un clamoroso tentativo di estorsione nei confronti della mamma e del papà di Madeleine MacCann, la bimba inglese rapita in Portogallo nel 2007, episodio che li ha fatti finire in carcere. “Non pensavo potessero arrivare a tanto”, commenta la Tana. “Mi sarebbe piaciuto avvicinarmi fisicamente a mio padre anche un solo istante per scusarmi. Ho provato anche ad andare a casa sua, ma dallo spioncino mi ha urlato di andarmene”.

Alberto Tana nel 2013 ha pubblicato un libro di memorie, presentato in ricchi salotti romani alla presenza di personaggi come Enrico Vanzina, dove ribadisce il suo fermo no nell’incontrare la figlia. Carolina oggi riparte da zero. Fino a novembre scorso lavorava in una importante casa di moda, ma adesso è disoccupata: “Cerco lavoro come tanti normali ragazzi trentenni italiani”. Il percorso di allontanamento dal passato, dall’ “ombra del male” che provocava la presenza della madre, è ancora lungo e doloroso: “Voglio che si sappia solo la verità. Le sciocchezze che si sono dette su di me, e mi sono state fatte dire, non si contano più. Mia madre millantava di conoscere perfino Giscard d’Estaing e mi fece dire che mio papà era protetto dal giudice Squillante. Non era vero. Mi costrinse lei. In un articolo su un giornale francese risulto perfino figlia del “presidente di Forza Italia”, ma vi rendete conto?”. “Ho come sempre il timore che riemerga qualcosa che non voglio rivivere – conclude la ragazza, schermitrice per passione – come quando mesi fa in vacanza in Francia venni fermata dalla polizia e risultai una persona “scomparsa”. In me scese il gelo. Spero di non rivivere mai più questi momento.