Altri 200 migranti in arrivo a Pozzallo, in provincia di Ragusa e 600 profughi, di cui la metà sono donne e bambini, sull’Isola di Lampedusa. Continuano gli sbarchi nel sud dell’Italia. Nelle scorse ore a Pozzallo erano arrivate 276 persone. E’ stato identificato lo scafista di 27 anni, Lamin Jallow, ritenuto dalle forze dell’ordine responsabile dello sbarco di sub sahariani di domenica 15 febbraio. L’uomo ha confessato di aver condotto uno dei tre gommoni della piccola flotta e di averlo fatto perché l’organizzazione libica gli ha consentito di viaggiare gratuitamente. In base alle dichiarazioni raccolte dagli agenti di Polizia, dopo aver ascoltato diversi testimoni, gli organizzatori della traversata avrebbero incassato 50mila dollari per ogni gommone su cui viaggiavano una centinaia di migranti. Proseguono le indagini della Polizia per individuare gli scafisti alla guida degli altri due gommoni. La squadra mobile ha anche fatto luce anche sull’extracomunitario, arrivato anche lui nelle scorse ore a Pozzallo, che presentava ferite di arma da fuoco: in Libia, prima della partenza, alcuni trafficanti gli hanno sparato alle gambe per rubargli il telefonino.

Il primo sbarco a Lampedusa di gommoni provenienti dalla Libia è stato domenica, intorno alle 22, con 125 profughi a bordo. Seguito alle 23 con uno sbarco di 117 di sole donne e di bambini piccoli. Prima dell’una è arrivato un barcone con 56 persone a bordo, e anche questa volta c’erano moltissime donne con i loro piccoli. Nella notte sono arrivate altre 66 persone e poco dopo le sette altri duecento circa. Un altro arrivo è previsto per le ore dieci di questa mattina. Intanto al centro d’accoglienza è di nuovo emergenza. Su 250 posti disponibili sono più di settecento le persone presenti. E per questo pomeriggio è previsto il primo ponte aereo da Lampedusa per Roma.

Solo domenica 15 febbraio sono stati 2100 i migranti soccorsi dalle autorità italiane nel Canale di Sicilia. La marina militare, la guardia costiera e la guardia di finanza hanno prestato assistenza a circa 12 imbarcazioni. In una delle operazioni, a largo delle coste libiche, una motovedetta della guardia costiera è stata affiancata da un barchino veloce con a bordo quattro persone armate di kalashnikov che hanno minacciato i marinai italiani per riprendersi il barcone vuoto e riportarlo indietro per poterlo riutilizzare.