Proprio come gli animali, anche le piante quando vengono attaccate – ad esempio dagli insetti – mettono in atto un meccanismo di difesa. In particolare, secondo uno studio dell’Università di Nottingham pubblicato su Nature Communication, alla base del sistema di difesa delle piante ci sarebbe un meccanismo di allarme innescato dalla produzione di un ormone, l’acido jasmonico. Questo viene normalmente rilasciato non solo quando una pianta è malata, vittima dell’attacco di qualche agente patogeno, ma anche quando ad aggredirla è un insetto.

“L’acido jasmonico ha una particolare proprietà”, ha spiegato Malcolm Bennett, docente di botanica nell’ateneo britannico e principale autore della ricerca. “Esso avvia la produzione di particolari composti (ad esempio i cosiddetti inibitori della proteasi) capaci di rendere la pianta indigeribile per gli insetti. Se questi non riescono a digerirla, smettono di mangiarla e così la pianta è salva”.

Per osservare questo particolare meccanismo in tempo reale, gli scienziati hanno creato un biosensore molto sensibile, specializzato nel rilevare le mutazioni di una speciale proteina fluorescente, chiamata Jas9-VENUS, che si degrada velocemente quando viene a contatto con l’acido jasmonico. Così hanno studiato la reazione della pianta e in particolare la variazione dell’ormone a seguito di un attacco esterno, e hanno visto che quando un vegetale viene ferito, ad esempio all’altezza di una foglia, si attiva una produzione di acido jasmonico che dalla lesione si espande molto velocemente fino alla radice della pianta. Esso si propaga come un’onda, alla velocità di oltre un centimetro al minuto. Quando quest’onda raggiunge la base, la pianta aumenta ancor di più la produzione dell’ormone stesso, amplificando il segnale di allarme, in modo che a partire da quel momento anche tutte le altre parti della pianta siano pronte a far fronte all’attacco.

La ricerca, spiegano gli autori, potrebbe essere utile per meglio comprendere la fisiologia vegetale di una pianta che si trova sotto stress o che è in qualche modo danneggiata. Non solo: lo studio potrebbe avere anche un risvolto pratico nell’ambito dell’agricoltura: “Comprendere come le piante rispondono al danno meccanico, come potrebbe essere definito l’attacco di un insetto – ha concluso Bennett – potrebbe aiutarci a creare raccolti che resistano meglio a questo ma anche ad altri tipi di attacco”.

Lo studio su Nature

di Laura Berardi

Dal Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2015